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Tempi strettissimi, nuova Macchina a rischio?

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Livio Treta e Alessandra Troncarelli

Livio Treta e Alessandra Troncarelli

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Aldo Fabbrini e Leonardo Michelini

Aldo Fabbrini e Leonardo Michelini

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Troili, Barelli e Ubertini

Troili, Barelli e Ubertini

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Macchina di santa Rosa, commissione al lavoro

Viterbo – Nuova Macchina di santa Rosa, presto che è tardi.

Seconda e quarta commissione stamani convocate d’urgenza per approvare le linee guida del concorso d’idee e sempre d’urgenza, l’argomento è stato inserito all’ordine del giorno in consiglio comunale.

I tempi sono stretti, in commissione anche dalla maggioranza, Sergio Insogna lo fa notare. Da un anno il gruppo chiede di predisporre il concorso.

Si è arrivati all’ultimo minuto e occorre fare tutto di corsa, col rischio che la fretta sia cattiva consigliera.

Oggi, comunque, non si è arrivati al voto. Seduta aggiornata a domani mattina. Ma i tempi per costruire la nuova Macchina di santa Rosa ci sono?

La politica, tutta, la vuole, ma tecnicamente si riesce? Ernesto Dello Vicario, dirigente dei Lavori pubblici scioglie i dubbi. O quasi.

“La tempistica è dettata dagli adempimenti – spiega Dello Vicario – il concorso d’idee prevede sessanta giorni di pubblicazione, quindi il lavoro della commissione che deve scegliere il vincitore, individuando l’idea da premiare.

La delibera prevede a quel punto che il primo classificato debba elaborare il progetto esecutivo e ha tempo trenta giorni. Sulla base di questo, parte l’appalto per la costruzione, una gara che si basa sull’offerta economicamente più vantaggiosa prevede una pubblicazione per cinquanta giorni.

Quindi ci sono le procedure per l’aggiudicazione”.

Facendo due conti: sono 140 giorni, solo considerando i tempi tecnici necessari e senza prendere in esame il lavoro e quindi la tempistica necessaria alla commissione che scaduti i sessanta giorni dovrà stabilire il vincitore del concorso d’idee, oppure il lavoro degli uffici per aggiudicare l’appalto per la costruzione.

In questo modo i tempi slittano e nemmeno di poco, anche se qualcosa si può recuperare dalla presentazione del progetto esecutivo.

Magari il proponente impiega meno dei trenta giorni massimi previsti. Perciò, ipotizzando che in comune facciano prestissimo e che il 15 ottobre pubblichino immediatamente il concorso d’idee, calcolando i 140/150 giorni necessari, si arriva ad aprile 2015.

Poi occorre aggiungere i tempi necessari alle commissioni per assegnare concorso e gara d’appalto e aprile come data diventa puramente indicativa.

Bastano quattro mesi poi per costruire la nuova Macchina? Si vedrà.

Al momento l’iter non è ancora cominciato e stamani la seconda e quarta commissione, riunitesi insieme, hanno rinviato tutto a domani per l’approvazione.

Con qualche mal di pancia pure nella maggioranza. “Siamo soddisfatti – dice Sergio Insogna (Oltre le mura) – d’essere arrivati a questo punto, ma i tempi sono stretti. Noi abbiamo proposto più di un anno fa di bandire il concorso d’idee.

Se lo avessimo fatto, oggi saremmo più tranquilli”. Ormai la frittata è fatta. Ma qualcosa alla proposta di delibera va cambiata.

Intanto che sia chiaro, come nel concorso d’idee a “vincere” deve essere l’idea. “Deve essere preponderante su tutto il resto – precisa Maurizio Tofani capogruppo Oltre le Mura – almeno valere il 50 per cento se non di più nella valutazione complessiva.

Gli aspetti tecnici è sottinteso che ci siano. Perché l’ideatore presenta il suo progetto avallato da un tecnico. Quindi è scontato che sotto il profilo della fattibilità sia tutto a posto”.

Pure per Chiara Frontini (Viterbo 2020) non si può lavorare in fretta e in emergenza pure su Santa Rosa.

“Un metodo non condivisibile – spiega Frontini – e poi la tanto decantata viterbesità che deve emergere dal progetto, dove sta? Nella proposta di delibera si parla di una Macchina per Expo 2015”.

Va bene, ma con Viterbo c’entra davvero poco, tanto che sempre da Oltre le Mura Marco Ciorba avanza un’altra proposta, far sparire il riferimento all’Expo dalla delibera. Anche se quella dicitura è probabile che sia stata inserita per ottenere finanziamenti dalla regione, legati alla manifestazione espositiva.

A relazionare in commissione c’è l’assessore Raffaela Saraconi. Proprio dal suo gruppo arrivano le maggiori critiche, mentre il Pd ascolta in silenzio. C’è anche il collega Antonio Delli Iaconi e il sindaco Leonardo Michelini.

Non sarà possibile, infine, inserire in nessuna delle varie fasi, un partecipazione popolare. Il percorso scelto non lo consente. L’ex consigliere comunale Maurizio Federici che avanzò la proposta facendola votare da tutto il consiglio, se ne faccia una ragione.

Quella di stamani per Ubertini (FI) è una convocazione surreale, visti i tempi. Ma la parte migliore arriva quando Santucci (Fondazione) chiede di conoscere i tempi per arrivare alla consegna dell’appalto e dal dirigente sono arrivati quei numeri poco rassicuranti.

C’è tempo.

Giuseppe Ferlicca


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