Viterbo – Rapine, furti di bestiame, incendi di auto e di intere aziende agricole. E poi sequestri di persona, ritorsioni, minacce armate e traffico di stupefacenti.
Era un sodalizio criminale ben organizzato e senza scrupoli quello smantellato dal comando provinciale dei carabinieri di Viterbo. Composto da tredici uomini, di cui dieci sardi, due viterbesi e un romano che avevano instaurato un clima di terrore in gran parte della bassa Tuscia (gli arresti: fotocronaca – slide – video).
Bassano Romano, Ronciglione, Nepi, Monterosi, Carbognano, Caprarola, Castel Sant’Elia, Sutri e Mazzano Romano i paesi coinvolti, anche se i punti d’appoggio non mancavano neanche a Roma: da Tor Bella Monaca fino al cuore della capitale, in zona San Pietro (le slide dell’operazione).
Le indagini dei carabinieri sono partite più di anno fa, dopo una serie di episodi che sembravano scollegati tra loro ma che, invece, erano legati da un unico filo rosso ovvero una sorta di “supremazia criminosa” che i tredici gestivano sul territorio.
Tra i fatti più eclatanti che i militari hanno ricondotto al gruppo c’è la rapina in una villa di Sutri del 24 marzo 2013. Un episodio piuttosto clamoroso che da subito colpì l’attenzione dei carabinieri.
“Riuscimmo ad arrestare subito uno dei due malviventi autori di quella rapina – ha ricordato in conferenza stampa il colonnello Mauro Conte -. Era un uomo di nazionalità rumena che dopo un po’ si suicidò in carcere. Non era una rapina qualsiasi perché venne commessa in pieno giorno e la proprietaria della casa fu legata e malmenata brutalmente” (la conferenza: fotocronaca).
La famiglia della signora aveva addirittura offerto 20mila euro di ricompensa a chiunque avesse fornito dettagli utili alla cattura dei rapinatori.
Ma proprio per via del terrore che serpeggiava tra le vittime del radicato gruppo criminale non è stato facile gestire le indagini per i carabinieri del comando provinciale.
“Abbiamo trovato molta resistenza – continua il comandate provinciale Mauro Conte – tra la gente. Del resto parliamo di tredici pluripregiudicati che non perdevano occasione per tirar fuori armi o incendiare aziende pur di vedere soddisfatte le proprie richieste. Richieste, tra l’altro, che non erano quasi mai di denaro, ma piuttosto di assunzione di qualche componente del gruppo in determinati negozi o ditte”.
Nel corso dell’anno, da metà 2013 fino alle scorse settimane, le tredici persone arrestate all’alba di ieri, avrebbero messo a segno anche diversi furti di bestiame, di formaggi (si parla di forme intere per un totale di circa 200 chili) e dato alle fiamme automobili, rotoballe di fieno e capannoni.
L’operazione è stata denominata Mamuthones per via della provenienza sarda della maggior parte dei membri dell’organizzazione. Nove sono originari dell’isola, alcuni legati anche da parentela, ma tutti vivevano stabilmente da molto tempo nella Tuscia. Il gruppo era solido e gestito, in particolare, da tre di loro che erano al vertice del sodalizio.
In seguito alle richieste di arresto avanzate dal pm Fabrizio Tucci il blitz è scattato all’alba di ieri con quasi 200 uomini dell’Arma, quattro unità cinofile e un elicottero a infrarossi. Per i tredici non c’è stato scampo. Così come per un quattordicesimo uomo, beccato a Roma proprio durante le perquisizioni relative all’operazione Mamuthones, con un chilo e duecento grammi di hashish e qualche grammo di cocaina. Anche lui è stato arrestato, anche se non inserito nell’ordinanza relativa ai tredici della Tuscia.
I carabinieri sono tra l’altro riusciti a recuperare anche due autocarri rubati e modificati probabilmente utilizzati per imbarcare il bestiame rubato dalle aziende agricole, molti arnesi da lavoro e trattori. Non c’è ancora traccia, invece, delle armi di cui pare si siano serviti in più di un’occasione per intimorire le proprie vittime.
Nelle prossime ore tutti gli arrestati, che si trovano nel penitenziario di Mammagialla, saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia.
Francesca Buzzi
– Le immagini degli arresti: fotocronaca – slide – video
– Le slide dell’operazione
– La conferenza stampa: fotocronaca – slide
Articoli: Incendiavano aziende e auto per estorcere denaro – Rapine, estorsioni, traffico di droga… 13 arresti – Legata, imbavagliata, presa a pugni e derubata – “20mila euro a chi ci aiuta a trovare i rapinatori”














