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Il risultato elettorale del Pd in base ai numeri…

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Partito democratico

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I risultati delle elezioni regionali della scorsa settimana hanno suscitato una grande eco in quanto hanno registrato valori di affluenza alle urne mai così bassi nella storia delle elezioni regionali. In particolare, in Emilia Romagna, si è passati da un 68,06% del 2010 ad un 37,7%, con un calo in termini assoluti di 1.052.892 votanti. Si è passati infatti dai 2.357.733 del 2010 al 1.304.841 del 2014.

A fronte di questo calo della percentuale dei votanti, pari ad un -44,66%, che è indubbiamente drammatico, ho registrato diversi pareri molto discordanti fra loro, anche se tutti sono d’accordo nell’affermare che si tratta di una sconfitta della politica. Su questo, è ovvio, non ci sono dubbi.

Io rispetto il parere di tutti, ma mi scoccio molto quando questi risultano poco fondati o semplicemente demagogici. Quindi ho pensato che l’unico parere incontrovertibile sia quello dei numeri e ho iniziato ad acquisirli e a confrontarli registrando una serie di novità che, sembrerebbe, non siano saltati agli occhi dei molti analisti. Ingenuamente o volutamente?

Molti, soprattutto a sinistra e preferibilmente anti-Renziani, sostengono che questo milione di votanti in meno debba far riflettere il segretario nazionale del PD in quanto sono un segnale contro il nuovo corso. Quasi a dire che questi siano tutti votanti del PD e/o di sinistra che hanno disertato le urne in dissenso con l’operato del premier e del suo Governo.

Così, ovviamente non è, o, almeno, lo è solo in parte. il PD emiliano ha perso 322.504 voti rispetto al 2010 (e questo è sicuramente un dato drammaticamente negativo), però è veramente difficile affermare che possa essere solo colpa di Renzi & C.. Molti, infatti, dimenticano che sempre in Emilia Romagna lo stesso PD, nel 2010 rispetto al 2005 (quando l’ex Margherita ed l’ex DS si presentarono con il simbolo di “Uniti nell’Ulivo”), aveva già perso ben 237.953 voti. Aggiungo a questo che sempre nel 2010, rispetto al 2005, i votanti calarono di 280.754 unità passando da 2.638.487 a 2.357.733. Eppure nel 2010 Renzi, a livello nazionale, non esisteva, il presidente della regione era lo stesso Errani del 2005 e la sinistra, complice 4 anni di governo Berlusconi, navigava a gonfie vele.

A ben guardare i dati, inoltre, si scopre anche che la grande rivelazione del 2014 in Romagna, la Lega Nord di Salvini, pur aumentando di 6 punti percentuali (13,67% nel 2010 e 19,42% nel 2014) in questi quattro anni ha perso anch’essa ben 55.162 voti. Da registrare, però, che anche il PD ha aumentato la percentuale rispetto al 2010 passando dal 40,64% al 44,52%. E qui mi pongo una domanda: perché se il PD di Renzi aumenta di 4 punti percentuali rispetto al 2010 ma cala nei voti in assoluto, è una sconfitta, mentre se la Lega Nord li aumenta di 6 punti, registrando comunque anch’essa una significativa diminuzione del numero dei voti, viene individuata da tutti come la grande vincitrice delle regionali del 2014 ?

Sempre secondo “il parere dei numeri” emerge che nel 2014, rispetto, al 2010 ben 4 formazioni “storiche” non si sono presentate in Emilia Romagna: l’Italia dei valori, Rifondazione Comunista e l’Udc. Queste tre formazioni politiche nel 2010 registrarono in totale 274.227 voti con una percentuale pari al 12.98. E’ plausibile pensare che molti di questi elettori, non trovando un valido punto di riferimento alternativo, abbiano disertato le urne ?

Infine l’ex PDL, che nel 2010 ottenne 518.108 voti contro i 137.659 del 2014 (ottenuti sommando FI+FdI+NCD), ha registrato nel complesso (FI+NCD+FdI) un – 380.449 voti.

Ultima annotazione: l’unico movimento politico realmente in attivo rispetto al 2010 è il M5S che ha guadagnato 32.837 voti anche se, per contro, ha perso decisamente molti consensi rispetto alle politiche del 2013.

Ed ora passiamo alle valutazioni in base “al parere dei numeri”. Sapete quant’è la somma tra i voti persi dal PD (322.504), dall’ex PDL (380.449) e dalla Lega (55.162) ? Risposta: 758.115 voti! Sapete a quanto arriviamo se, a questo totale, aggiungiamo i probabili non elettori dell’IDV, RC e UDC (274.227)? Risposta: 1.032.342 voti in meno.

Quanti votanti in meno sono stati nel 2014 rispetto al 2010? Risposta  1.052.892! Direi che ci siamo. E’ evidente che il tutto non può essere ricondotto a questa somma algebrica. Sarebbe tutto troppo facile. Infatti occorre chiarire che alcuni voti dell’UDC possono essere andati al NCD, alcuni (pochi) di Rifondazione a SEL, quelli di Di Pietro non saprei proprio a chi, almeno in parte, possono essere andati.

Ci sono, nel 2014, alcune neo formazioni non presenti nel 2010, che, in totale, fanno 82.771 voti, verso le quali possono essere confluiti parte dei 274.227 elettori che nel 2010 votarono dell’IDV, RC e UDC.

E’ altrettanto vero, però, che una lettura più attenta di questi dati fa emergere un quadro di disaffezione generale nei confronti della politica emiliana, ben distribuito su tutti gli schieramenti e drammaticamente preoccupante.

Quesito finali: l’astensione in Emilia Romagna potrebbe essere stata determinata anche e soprattutto dallo scandalo delle spese pazze in Regione? Se non sbaglio ben otto consiglieri uscenti del PD su diciotto, risultano o sono stati indagati per peculato. Non so se siano coinvolti anche quelli di altri partiti.

Aldilà, quindi, di quello che potrà essere l’esito dell’inchiesta, che vede coinvolto anche il neopresidente Bonaccini (per il quale la Procura ha comunque chiesto l’archiviazione), è possibile ipotizzare che molti elettori emiliani, compresi quelli di sinistra e del PD, abbiano disertato le urne anche per questo? In questo caso la responsabilità del fallimento della politica sarebbe da distribuire equamente fra tutti gli attori fin qui citati e non da caricare solo sulle spalle di Renzi, oppure stiamo ritornando al vecchio detto:piove, governo ladro?

Biagio Stefani


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