Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
a seguito dell’articolo apparso su Tusciaweb, riguardante la nomina del nucleo di controllo interno del comune di Viterbo, con le relative osservazioni critiche di Giulio Marini in riferimento alla mia persona, intendo precisare quanto segue:
1) la procedura di nomina del suddetto nucleo di controllo corrisponde fedelmente alle vigenti disposizioni normative e regolamentari, tanto da configurarne il ruolo e l’attività in pieno accordo al modello di attribuzioni rientranti negli incarichi fiduciari del sindaco; sicché, proprio da questo, deriva l’obbligo di riferire a lui periodicamente e comunque ogni qualvolta se ne ravveda l’urgenza o la necessità;
2) il citato provvedimento della corte dei conti, a mio carico, per danno erariale è ancora sottoposto a istanza di appello, quindi non ha carattere definitivo; in ogni caso attiene esclusivamente a ipotizzati rilievi contabili – senza risvolti civili o penali – che escludono categoricamente vantaggi di alcun genere e consistenza da parte del sottoscritto;
2) conosco dal 1989 Fioroni, essendo all’epoca lui membro dell’ufficio di presidenza e io segretario generale dell’Anci, ma considero questa amicizia al di sopra e al di fuori dalle vicende legate alla città di Viterbo;
3) alla fine della XVI legislatura, dopo una disciplinata e tuttavia sofferta esperienza politica e parlamentare nei ranghi del Partito democratico, non mi sono ripresentato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, rimarcando con ciò, per dovere di coerenza, il distacco (tuttora non colmato) da quel partito;
4) dal 2013 sono tornato al mio lavoro in Anci, ovvero a occuparmi di questioni concernenti la vita amministrativa locale, con varie funzioni e responsabilità, di tipo tecnico-professionali puntualmente rappresentate, come prescritto, nel curriculum allegato alla risposta al bando del Comune di Viterbo in ordine alla selezione del nucleo di controllo interno.
Considero dunque essenziale che si mantenga, anche nella legittima dialettica politica, la misura necessaria al rispetto della dignità di tutti gli interlocutori, evitando perciò il ricorso a informazioni distorte e infine contrastanti con la verità dei fatti.
Lucio D’Ubaldo
Solo poche righe per invitarla a rispettare lei per primo la sua raccomandazione finale. Magari spieghi ai lettori come mai tra tanti professionisti è stato scelto proprio lei gravato da una condanna della corte dei conti. Certo ha fatto appello, nessuno ha sostenuto il contrario. Ma appunto: perché proprio lei? Possibile che non c’erano tecnici sulla piazza che non avessero avuto problemi con la corte dei conti. Ecco, spieghi questo ai lettori. Spieghi poi il sindaco Michelini quali sono stati i criteri di scelta. Una condanna della corte dei conti in primo grado era tra i criteri? Può essere…
Poi sull’amicizia con Fioroni. Chi ha detto che ha influito. E’ lei che viene dalla Dc, se non sbaglio, che ha avuto tra i suoi maestri tal Andreotti. E lei sa cosa diceva il vostro maestro… Come dire, lei è maestro di dietrologie non noi. Lei dice che l’amicizia con Fioroni non incide nella vicenda viterbese. E noi correttamente crediamo che sia vero. Ci mancherebbe. Noi ci crediamo, davvero…
Carlo Galeotti
Articoli: Servizio di controllo interno, dubbi pure sul presidente D’Ubaldo – Marini:(FI): “Da revocare il decreto che nomina il servizio di controllo” – Ubertini (FI): “Michelini taglia ancora fuori i viterbesi”


