Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sta diventando realtà quella che fino a sabato sembrava solo un’ipotesi di occupazione. Anche gli studenti dell’istituto Orioli dopo numerosi incontri con il preside stanno in queste ore occupando le varie sedi.
Appuntamento in palestra, ultimo incontro con il preside in mattinata ed ecco che attorno alle 9,30 gli striscioni compaiono alle finestre della sede di Villanova.
I giovani cercano di orientarsi tra le promesse, le attese e le carenze di una scuola che a partire dai fondi, mai disponibili o sufficienti, per arrivare alla precarietà dei docenti, sopravvive grazie alla fiducia e alle esigenze delle famiglie, grazie ai professionisti della formazione con contratti spesso incerti, sedi multiple e mai stabili e grazie agli studenti che spesso cercano delle soluzioni e delle vie d’uscita anche alzando la voce.
Gli istituti professionali si organizzano per la fase di orientamento in uscita, prendendo contatti e creando collaborazioni che coinvolgono piccole e grandi aziende del territorio. I dirigenti tengono alto il dialogo con gli studenti per ricordare a tutti che non si tratta di una battaglia interna, ma di interesse comune.
I ragazzi si riuniscono e fanno fronte comune per chiarire a tutti che non si tratta di avere solo una lavagna multimediale in più e computer nuovi e all’avanguardia, ma di avere prima di tutto una garanzia di validità e di efficacia del percorso scolastico scelto, strutture, strumentazioni e locali tenuti con cura, personale tecnico altamente preparato e preparazione pratica in azienda più costante e frequente.
Le materie professionalizzanti devono essere affiancate dallo studio delle lingue che consentono ai ragazzi un più ampio orizzonte lavorativo verso cui orientarsi. Questi alcuni degli argomenti che motivano le proteste studentesche delle ultime ore.
Serenella Medori
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