Viterbo – Un giornalista in silenzio stampa. Accade anche questo a Viterbo, anzi, a Viva Viterbo.
Rotti i rapporti e anche in malo modo con il movimento che lui stesso ha creato, il presidente del consiglio è in fase di riflessione.
Nessuna dichiarazione, nessuna idea all’esterno di come e dove sarà il suo futuro nel dopo Viva Viterbo.
Dando per assodato che la separazione con Viva Viterbo è ormai certa, manca solo l’ufficializzazione, che potrebbe arrivare domani.
Giorno di consiglio comunale, momento in cui Rossi dovrebbe parlare.
Il primo nodo da sciogliere riguarda la sua permanenza all’interno della maggioranza.
Ieri il sindaco Leonardo Michelini, durante il tour con la delegazione cinese è sembrato moderatamente ottimista: “Penso che Filippo Rossi rimanga in maggioranza.
Le esperienze civiche come Viva Viterbo o la mia stessa lista sono risorse importanti, possono cambiare nel corso del tempo, non sono partiti”.
Secondo il primo cittadino, dovrebbero andare avanti anche senza Rossi. Eventualmente.
Con Michelini anche l’assessore Giacomo Barelli. Non si sbottona. Anche lui sembra in attesa.
Ma se il sindaco conta Rossi in maggioranza, voci su uno spostamento verso destra o verso lidi civici ma di diversa posizione politica, nelle ultime ore continuano a tenere banco.
Il gossip politico si colora anche d’aspetti legati “all’eredità” di Viva Viterbo. A chi appartiene il logo e la denominazione del movimento? Chi è titolato a utilizzarlo?
In mezzo rimane la sua carica da presidente del consiglio.
Di sfiducia non si parla, operazione ardua, ma avvicinarsi al centrodestra potrebbe comunque servire a fornirgli una sponda.
I più arditi, invece si spingono a predire un panorama in cui Filippo Rossi lascia di sua sponte o sfiduciato lascia la presidente che passa alla vice Patrizia Frittelli.
Un’intesa Panunzi – Fioroni che vedrebbe pure per l’uscita dalla giunta di Fabrizio Fersini. Dalla politica ci si può aspettare di tutto, ma questo al momento sembra troppo.
Pure per una coalizione irrequieta come quella di palazzo dei Priori. La sorpresa è dietro l’angolo, compresa quella per cui quattro giorni di riflessioni potrebbero lasciare tutto come prima e più di prima.
Giuseppe Ferlicca
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