Viterbo – (s.m.) – Un consorzio per gli appalti che non partecipava agli appalti.
E’ l’anomalia del Cost Scarl, il consorzio per le opere e servizi della Tuscia costituito in prospettiva al futuro aeroporto viterbese. Nasce nel 2008, ma, “in quanto consorzio, non prende parte neanche a una delle gare d’appalto dell’inchiesta ‘Genio e sregolatezza’”.
Lo dichiara l’assistente capo della forestale Paolo Cerasi.
Primo testimone al processo, Cerasi è nel ristretto pool di investigatori del Nipaf che conoscono a menadito l’indagine. Ricorda a memoria decine di numeri di cellulare.
Aveva già parlato per ore, alla scorsa udienza del processo agli otto imputati per i presunti appalti truccati a Viterbo e provincia. Ieri è tornato per continuare in aula lo screening delle gare pilotate, rispondendo alle domande dei pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma.
Nome per nome. Gara per gara. Cerasi riepiloga le ditte invitate a partecipare e i contatti telefonici tra gli imputati: da un lato gli imprenditori, dall’altro il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi, considerato il perno del sistema di spartizione degli appalti, nella duplice veste di funzionario del Genio e direttore del consorzio Cost. Consorzio che, per l’accusa, era il bacino da cui Lanzi attingeva di volta in volta le ditte da invitare, per fargli aggiudicare gli appalti in cambio di tangenti. E, in effetti, Cerasi conferma che “solo le singole aziende partecipavano alle gare, il consorzio mai”.
Già alla scorsa udienza l’assistente capo della forestale aveva parlato delle indicazioni che gli imprenditori ricevevano direttamente da Lanzi. Ribassi dettati al telefono in codice o via email. Con le dovute raccomandazioni: “Non le fa sbaglia’ però eh agli amici tuoi – dice Lanzi, intercettato, all’imprenditore coimputato Luca Amedeo Girotti – perché la gara s’ha da piglia’…”.
Anche gli imprenditori parlano in linguaggio cifrato: l’indagato Marcello Rossi, vetrallese, non ancora a processo, al telefono con il collega imputato Angelo Anselmi, parla di “un pranzo” (appalto) che “vene a costà più de 31… 32 a persona… eh sì, tu manna 32mila… 32mila e via”. E’ l’appalto per la manutenzione straordinaria della strada Campo Giordano a Vetralla: per gli inquirenti, i due imprenditori si stanno accordando sulla percentuale di ribasso. Che, infatti, anche per altre ditte che presentano offerte sarà intorno al 32 per cento.
Ricordàti anche gli intrighi collaterali all’appalto per la differenziata a Graffignano. Come l’incontro tra l’imprenditore della monnezza Michele Imperiale e l’ex sindaco di Graffignano Adriano Santori in un bar a Viterbo. E’ il 2009. Santori è fresco di elezione. Imperiale manda un messaggio a un suo uomo di fiducia: “Incontrato nuovo sindaco Graffignano – scrive alludendo a Santori -. Mi ha chiesto tra il 5 e il 10 per cento su appalto…”. Una tangente che l’ex primo cittadino ha sempre negato di aver preso.



