Viterbo – “De Fenu non ha mai operato l’avvocato”.
A dichiararlo è Fausto Barili che, insieme a Carlo Taormina, difende il dentista viterbese denunciato per lesioni gravi.
L’indagine coinvolge anche un altro professionista romano, Priamo Mura, anche lui indagato a seguito della denuncia sporta da un avvocato di Viterbo, che ha lamentato problemi di linguaggio e masticazione dopo le cure per un cancro alla faringe. Un danno che ha spinto il penalista a chiedere l’intervento della magistratura, per una mancata terapia iperbarica che, secondo l’avvocato, gli avrebbe mandato la mandibola in necrosi compromettendo linguaggio e masticazione.
Ma la difesa del dentista viterbese vuole fare chiarezza. “De Fenu non ha sottoposto a nessun intervento chirurgico il penalista che ha sporto denuncia – dichiara l’avvocato Barili -. Gli ha semplicemente tolto un dente che era già avulso dalla cavità orale e per il quale non c’è stato bisogno neppure di usare le pinze. Peraltro, quel dente non si trovava neppure nella zona mandibolare che è andata in necrosi. L’estrazione di quel dente è l’unico motivo per cui l’avvocato è andato allo studio di De Fenu”.
Quanto all’incidente probatorio, non solo è stato disposto, ma anche eseguito. Due giorni fa, il gip del tribunale di Roma Giacomo Ebner ha ascoltato il periti o da lui incaricato per accertamenti tecnici. “E’ emersa la sostanziale assenza di nesso causale tra le patologie dell’avvocato e l’estrazione di quel dente, praticata da De Fenu. I danni dell’avvocato non possono essere ricondotti a De Fenu. Il perito lo ha detto a chiare lettere: altri medici non avrebbero fatto niente di diverso, rispetto a De Fenu“.
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