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“Giovanni non era solo in quel momento…”

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Fabrica Di Roma - I funerali di Giovanni Di Meo

Fabrica Di Roma – I funerali di Giovanni Di Meo

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Fabrica Di Roma – I funerali di Giovanni Di Meo

Fabrica di Roma – “Giovanni non era solo in quel momento… C’era Dio con lui” (video – fotocronacaslide).

Sono parole di speranza quelle di don Giuseppe che questo pomeriggio ha celebrato il funerale di Giovanni Di Meo, il 27enne che si è tolto la vita lunedì pomeriggio. Il corpo del ragazzo è stato trovato dentro la sua macchina, in località Quartaccio. Si è ucciso respirando i gas di scarico, dopo aver passato la notte fuori casa. Un gesto a cui nessuno riesce ancora a darsi una spiegazione. Forse un malessere del Giovane per un mondo in cui non si rispecchiava più.

In tanti hanno preso parte alla cerimonia nella chiesa di Parco Falisco, frazione di Fabrica di Roma in cui Giovanni abitava con la sua famiglia.

La bara del giovane era semplice ai piedi dell’altare. Sopra nemmeno un fiore. Niente nemmeno in chiesa, come aveva chiesto il padre Stefano in un appello su Facebook, invitando a mandare piatti di riso in Africa. Giovanni avrebbe voluto così.

“Le nostre parole sono sempre inconstistenti di fronte al mistero della morte – ha detto il sacerdote nella sua omelia -. Inconsitenti soprattutto quando la morte arriva inaspettata e provoca un dolore fortissimo. E’ normale chiederci perché tutto questo sia successo, ma l’unica risposta la troveremo nella fede in Dio che ha tanto amato gli uomini da dare per loro suo figlio.

E’ grande il dolore dei genitori e della sorella di Giovanni. La parola di Dio, però, ci dice che, nel momento più brutto e buio della vita del nostro fratello, lui non era solo. Noi lo pensiamo così, ed è triste. Quando ha lasciato questa vita, Giovanni si è ritrovato nelle braccia del Signore che lo amava di un amore tenerissimo. Lo ha preso tra le braccia esortandolo a non avere paura.

La morte non è la fine di tutto, ma il passaggio a una vita nuova. Piangiamo, di fronte a questa partenza, che è orrenda e ci fa male, ma facciamoci forza del fatto che Giovanni è ora nelle mani di Dio e nelle braccia di qualcuno che consola lui, ma anche tutti noi che lo abbiamo conosciuto. Continuiamo a credere all’amore che accoglie e che continuerà a proteggere chi ora sta piangendo per una mancanza. Perghiamo il Signore per Giovanni e per tutti noi affinché ci preservi dalla disperazione”.

Alla fine della messa, la bara di Giovanni è stata portata a spalla fuori dalla chiesa. Sopra è stata messa una sciapra della Roma e un fiore legato con un fiocco viola.


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