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Fabrica di Roma - 27enne si uccide coi gas di scarico - Mercoledì 4 febbraio i funerali - Il desiderio dei familiari di Giovanni Di Meo

Non fiori ma piatti di riso in Africa

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Giovanni Di Meo

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Fabrica di Roma – Sarà domani l’ultimo saluto a Giovanni Di Meo, il 27enne che si è tolto la vita lunedì pomeriggio.

I funerali saranno celebrati alle 15 nella chiesa di Parco Falisco, frazione di Fabrica di Roma in cui Giovanni abitava con la sua famiglia. 

Tra Fabrica e Civita in tanti lo conoscevano: i genitori, Stefano Di Meo e Maria D’Alessandro, sono stati per anni impegnati in politica.

La terribile notizia è arrivata ieri nel primo pomeriggio: il corpo di Giovanni era dentro la sua macchina, in località Quartaccio. Si era ucciso respirando i gas di scarico. Aveva passato la notte fuori casa. Non era da lui: la mattina i genitori sono andati subito in caserma a denunciare la scomparsa. Tempo poche ore e Giovanni si è fatto trovare, ma era già tardi. 

Nessun motivo preciso all’origine del gesto. Solo un malessere profondo che Giovanni covava forse da anni e un’insofferenza nei confronti di un mondo che non gli piaceva più. C’è tutto questo nelle sue ultime parole, tratte dalla canzone di un rapper, Inoki, “Non mi avrete mai”: “Potete prendervi il mio cash, la mia libertà, la mia casa, la mia vita, la mia identità, potete darmi anche un lavoro o risolvere i miei guai, giuro sulla pelle, non mi avrete mai”.

Se n’è andato lasciando un’eterna ferita in chi lo amava. Per ricordarlo, la famiglia non chiede fiori. E’ l’appello lanciato su Facebook dal padre Stefano, ex assessore provinciale: “Il mio Gio’ quando vedeva i filmati dei bambini africani esclamava sempre: ‘Poveracci manco un piatto di riso hanno’. Al posto dei fiori mandate qualche piatto riso in Africa. Grazie a tutti per la vicinanza”.


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3 febbraio, 2015

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