Vetralla – (p.p.) – “Sparavano a caso contro i turisti. Sarebbe potuto capitare a chiunque”.
A raccontare è Alessandro Stefanoni 45enne originario di Montefiascone ma che da anni vive a Vetralla. Con la sua famiglia era in vacanza a Tunisi e ha vissuto indirettamente i drammatici momenti dell’attentato di mercoledì scorso che ha provocato oltre venti morti. Tra loro ci sono anche quattro italiani.
Per una fatalità, quella mattina, Stefanoni, che fa il tecnico per Rai News, ha scelto di non andare a visitare il museo del Bardo, ma di fare una gita alternativa. Così è sfuggito alla strage e, ora, ne parla grazie alle testimonianze di chi, su quel pullman c’era, ed è scampato agli spari.
Raggiunto mentre era in navigazione verso Palma di Maiorca ripercorre quei momenti. descrive e rivive le sensazioni successive alla tragedia.
“Sulla nave, quando ieri rientravamo, era tutto tranquillo – dice Stefanoni -. È chiaro che si respirava ancora la paura di mercoledì. Io e la mia famiglia siamo stati fortunati, perché abbiamo scelto la gita a Tunisi che non prevedeva la visita al museo e siamo passati davanti quella zona, poco prima che avvenisse l’attentato”.
Stefanoni ha parlato con alcune delle persone che erano sul pullman preso di mira dai terroristi. “Mi hanno raccontato di due donne colpite proprio vicino al loro sedile. C’è chi mi ha detto che si trovava all’interno del museo e che si è rifugiato dentro uno stanzino, in silenzio, per non farsi trovare dai terroristi. La scena descritta era terribile. Terribile soprattutto perché mi hanno riferito che gli attentatori hanno sparato a caso contro i turisti. Avrebbero potuto colpire chiunque”.
Scene raccapriccianti e dolorose quelle di mercoledì. “Le persone che erano sull’autobus, per scendere, hanno dovuto farsi strada tra le vittime, sporcandosi di sangue. Mi hanno anche descritto una signora che è stata ferita e che sanguinava talmente tanto da chiedere una sciarpa alla vicina per poter fermare l’emorragia”.
Costa Crociere ha permesso di concludere venerdì, a Palma, la crociera, offrendo il volo e il trasporto al porto di imbarco. Stefanoni rientrerà oggi.
In lui è tanta l’incredulità. Quella che doveva essere una vacanza di piacere, una piccola parentesi di svago nel tran tran quotidiano, si è rivelata invece una tragedia che, seppur non vissuta in prima persona, resterà indelebile. “Io e la mia famiglia avevamo quasi finito il tour quando l’accompagnatore ci ha fatto rientrare velocemente alla nave. Siamo saliti – conclude il suo racconto – e, solo a bordo, abbiamo realizzato che saremmo potuti essere noi quelli colpiti”.
In Tunisia, oltre a Stefanoni, c’erano anche altri viterbesi, due coppie e un imprenditore civitonico.
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