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Aloisio e Paoloni, la difesa: “Nessun fatto concreto”

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Aloisio in procura

Aloisio con uno dei suoi avvocati, Alessandro Diddi

Mauro Paoloni

Mauro Paoloni

Viterbo – “In che modo Aloisio e Paoloni avrebbero reso la vita impossibile a chi gli si metteva di traverso? Nessuno ha saputo dircelo”.

Gli avvocati Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro intervengono a quarantott’ore dall’ultima udienza del processo Asl. 

Difendono Giuseppe Aloisio, ex direttore generale dell’azienda sanitaria di Viterbo e il suo braccio destro Mauro Paoloni, consulente strategico.

I testimoni ascoltati in aula venerdì, al maxiprocesso Asl, sulla fiumana di presunti appalti truccati in cambio di tangenti, avrebbero parlato di tutto, fuorché di questioni di rilevanza penale, per gli avvocati di Aloisio e Paoloni.

“Quello che è mancato – affermano Diddi e Santoro – è il richiamo a fatti oggettivi e concreti. Gli ex dirigenti della Asl hanno parlato addirittura di intimidazioni. Ma nessuno ci ha detto come si sono concretizzate. Quando gli è stato chiesto di precisare, hanno detto che si riferivano a ‘uno stato d’animo negativo’ o a ‘un atteggiamento ostile di Aloisio e Paoloni nei loro confronti’. L’ex dirigente dei settori Affari generali e Bilancio Eleonora Di Giulio dice di essere stata minacciata da Aloisio di perdere il posto, se non avesse fatto vincere un concorso a chi voleva lui. Di fatto, non si capisce quando sarebbe avvenuta questa minaccia. E Di Giulio, alla fine, se n’è andata da sola”. 

La difesa di Aloisio e Paoloni sottolinea anche altri fatti non circostanziati. “S’è detto che Paoloni, tra le varie cose, si occupava anche della predisposizione dei bandi di gara. Ma in che modo? E di quali bandi di gara? Mistero. ‘Lo immaginavo…’, ci ha risposto alla fine la testimone che, peraltro, ha ridotto drasticamente la portata delle sue affermazioni, rispetto a quello che aveva raccontato all’autorità giudiziaria durante le indagini”.

Di Giulio, all’epoca, avrebbe definito esorbitante il costo della consulenza di Paoloni. Concetto rilanciato, ieri, dall’altro testimone Aldo Bedini, ex responsabile delle Risorse umane. Che, però, per la difesa, “ignorava persino l’esistenza di consulenze precedenti a quella di Paoloni. Figuriamoci la congruità dei costi… non avendo, peraltro, le competenze per poterla valutare”.

Sull’argomento si è già pronunciata la Corte dei conti. “Due anni fa, la magistratura contabile ha archiviato il fascicolo aperto sull’azienda viterbese, ritenendo che la consulenza a Paoloni fosse stata disposta legittimamente, senza arrecare nessun danno erariale”. Alla prossima udienza, gli avvocati chiederanno di includere quella sentenza nel fascicolo del processo. 


– Processo Asl, i testimoni: “Vita impossibile a chi ostacolava Aloisio e Paoloni”


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