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Un parco termale al Bagnaccio, tutto fermo all’ex Oasi

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Antonio Delli Iaconi

Antonio Delli Iaconi

Le ex terme Inps

Le ex terme Inps

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio

Viterbo – (g.f.) – Termalismo a Viterbo: “Nulla è stato fatto”.

L’altro giorno in commissione il grido d’allarme di Fausto Sensi. La sua famiglia gestisce le Terme dei Papi. Annullate 430 prenotazioni, manca l’acqua. A fronte di 17,2 litri al secondo, ne hanno a disposizione 10.

Comune sotto accusa anche da parte dell’opposizione. “Non si è realizzato nulla – dice Gianmaria Santucci – rispetto alla delibera di giunta che è stata presentata a suo tempo.

La regione prima deve dare la sub concessione delle acque, altrimenti il comune non ha gli strumenti necessari per operare”.

L’assessore Antonio Delli Iaconi ha provato a fare il punto della situazione. A cominciare da due pozzi, uno sulla Martana e uno sulla Montefiasconese da chiudere.

“Il principio che il comune intende adottare – osserva Delli Iaconi – è che l’acqua vada usata in modo produttivo.

Per le ex Terme Inps vanno trovati investimenti e garantita l’acqua. Portarla dal pozzo alle Zitelle risulta essere molto costoso.

Abbiamo avuto manifestazioni d’interesse da parte delle Terme dei Papi e un altro paio generiche, ma lo stop per l’acqua ci ha indotti a fare alcune precisazioni. L’ipotesi d’affidamento tramite project financing può essere una soluzione”.

Al Bagnaccio: “C’è una convenzione fra comune e un’associazione di cui fanno parte pure i proprietari del terreno, a condizione che l’accesso alle acque sia gratuito.

L’intenzione, attraverso un project financing è di realizzare un parco termale, con una struttura di servizio, ottenendo la sub concessione dell’acqua per un certo numero di anni.

Il comune è favorevole, a patto che si realizzi una parte che sia comunque accessibile a tutti gratuitamente e altra con servizi a pagamento”.

L’ex Oasi: “Dal punto di vista urbanistico il progetto è approvato, c’è l’ok, ma il titolare non ha ritirato la concessione. La concessione dell’acqua si concede a patto che ci siano investimenti”.

Le Masse: “Il progetto di una società, la Freetime, è stato ridefinito, con lo scorporo della parte residenziale. Lì i problemi sono di natura urbanistica. La strada di accesso non andava bene all’Anas e su un’altra via c’è un problema con la Sovrintendenza”.

Le Masse di San Sisto: “E’ fuori dalla convenzione e le pozze sono su un terreno privato. Il proprietario ha chiesto una concessione, per un parco termale, ma è stata negata. Coincideva con l’ampliamento richiesto dalla Freetime”.


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