Viterbo – (g.f.) – E’ ancora bufera sui rifiuti. La politica s’interroga. L’opposizione a palazzo dei Priori attacca e ieri i consiglieri Santucci e Galati hanno insistito, ponendo al sindaco Michelini tre domande.
Obiettivo: portare allo scoperto l’amministrazione, in particolare su un punto. C’era l’intenzione di transare con l’impresa appaltatrice? Con il corollario: Michelini era a conoscenza dei problemi?
Oppure è stato l’assessore a volere un’intesa e per questo avrebbe incaricato un avvocato per conto del comune?
Accuse respinte al mittente su tutta la linea. “Già è di cattivo gusto – incalza il sindaco Michelini – fare speculazioni politiche su vicende sottoposte a indagini da parte della magistratura”.
Fatta la premessa, ci sono le tre domande.
“Il sindaco – precisa Michelini – affida una delega che è un indirizzo e l’assessore porta avanti quell’indirizzo.
L’assessore è un altro soggetto che indirizza, gli atti gestionali li fa il dirigente o il capo servizio. Non credo che spetti all’assessore nominare tecnici, consulenti, avvocati.
Probabilmente il dirigente se ha nominato l’avvocato, avrà sentito anche l’assessore. E’ normale. Se lo ha sentito e hanno condiviso la scelta, ancora meglio.
Ma la scelta non può essere addebitata a Vannini. Perché non si occupa della gestione e non la fa nemmeno il sindaco. E’ il dirigente che nomina, come accaduto altre volte e tutto a norma di legge”.
Ma il comune intendeva transare con Viterbo Ambiente? “Per rescindere un contratto – spiega l’assessore Vannini – bisogna valutare se ci sono le condizioni per modificarlo”.
Palazzo dei Priori non voleva scendere a patti con l’impresa. “Nessuna transazione – continua Michelini – tanto è vero che ad aggiunte contrattuali che erano state proposte, non abbiamo dato seguito, perché prima di pagare servizi in più aggiuntivi, si doveva trovare una negoziazione totale, in cui dovevano rientrare altri aspetti, fra cui le penalità.
Volevamo inchiodare la ditta sulle proprie responsabilità e mancanze nei servizi.
Quando non abbiamo fatto avviare il porta a porta Ponte di Cetti, era stata proposta una delibera di giunta che rappresentava un aumento contrattuale.
Incideva nell’importo a vantaggio della ditta. Non l’abbiamo attuata perché non volevamo fare cose in più se prima non funzionavano a dovere quelle in essere”.
L’assessore Vannini sottolinea: il comune è sempre stato molto critico verso Viterbo Ambiente.
“Lavoravamo a un progetto dove dentro avevamo incluso tutte le criticità – conclude Vannini – le penali, gli adeguamenti Istat, le maggiori utenze, tutte le maggiori richieste da parte dell’azienda, su cifre molto alte.
Per le quali noi abbiamo subito detto, vedremo se dobbiamo darle o no.
C’è anche nelle premesse della delibera cui i due consiglieri fanno riferimento. Cifre e tutto il quadro.
L’amministrazione si è sempre posta in modo molto critico verso l’impresa. Critico e trasparente”.

