Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A forza di spazzare via le bugie la verità emerge.
Man mano che i giorni trascorrono emerge la verità su quanto è accaduto sulla affaire-monnezza al comune di Viterbo.
Vi ricordate quando il sindaco Michelini diceva “Rivendico d’avere negato ogni tipo di negoziazione e di transazione con l’impresa. Seppure più volte l’atto sia stato proposto”?
Vi ricordate quando Michelini diceva “Abbiamo anche dato mandato di nominare un direttore del contratto d’appalto, per verificare se e quali modifiche attuare. Spero sia stato fatto. Non può essere il sindaco o l’assessore a farlo”?
Beh come abbiamo detto noi nei giorni scorsi, le cose sembrano non stare proprio cosi… è bastato, infatti, aspettare qualche giorno per avere la prova di quanto avevamo scoperto. Il comune, come si evince dalle dichiarazioni dell’avvocato di Dello Vicario, voleva arrivare ad una transazione con la ditta, e la giunta non solo ne era a conoscenza ma addirittura un suo assessore ne era parte attiva.
L’avvocato dell’ingegner Dello Vicario testualmente dice: “Vero è semmai che l’assessore Vannini, aveva incaricato un legale per avviare trattative con la società su alcuni nodi del contratto”.
Di fronte a questo, poniamo tre semplici domande al sindaco Michelini:
1) scusi sindaco, ma a che titolo l’assessore Vannini avrebbe incaricato un avvocato per conto del comune? Lo poteva fare? E’ legale?
2) su che base e stato scelto dall’assessore Vannini questo avvocato? C’è un’indagine di mercato? C’è una delibera di giunta?
3) per caso la nomina dell’avvocato si riferisce alla determina 1509 del 15 aprile in cui testualmente si decide di “dare atto che l’oggetto dell’incarico (all’avvocato) è costituito dalla attività di supporto giuridico… in tutte le attività istruttorie e procedimentali finalizzate alla valutazione di fattibilità e legittimità di una transazione con l’appaltatore del servizio di igiene urbana…”?
Vede sindaco basta rispondere a queste tre semplici domande per fare chiarezza sui suoi comportamenti. Cosi i viterbesi avranno chiaro, se lei in realtà ben sapesse dei problemi con la ditta e se avesse deciso di accordarsi riconoscendo, alla ditta stessa, altri soldi rispetto a quelli previsti dal contratto. Oppure deve dirci se tutto ciò è frutto “solo” dell’assessore Vannini, che ha deciso l’avvio della transazione senza informarla, per una cifra che poteva arrivare fino ad un massimo di 1 milione e 300 mila euro, in più, tutti presi, come al solito, dalle tasche dei viterbesi.
Caro sindaco speriamo stavolta ci risponda, altrimenti saremo pronti a chiederlo di nuovo nel consiglio comunale straordinario, aperto ai cittadini, che la obbligheremo a tenere.
I consiglieri comunali
Gianmaria Santucci
Vittorio Galati
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