Viterbo – Revocati i domiciliari a Dello Vicario.
La decisione del gip Francesco Rigato è arrivata in mattinata.
Il dirigente comunale, indagato nell’inchiesta sul contratto di nettezza urbana e sui rifiuti a Casale Bussi, non è più agli arresti (fotocronaca – slide).
Il giudice ha sostituito i domiciliari con la sospensione dal solo settore di attività riguardante ambiente e nettezza urbana.
Dello Vicario potrà continuare a lavorare in comune come dirigente, purché assegnato ad altri settori.
Soddisfazione da parte della difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanni Labate.
“E’ un risultato che ci rasserena – dichiara il legale -. Il giudice ha preso atto del dettagliato quadro di spiegazioni che abbiamo presentato durante l’interrogatorio. Un confronto che si è rivelato decisivo: abbiamo chiarito tante cose. Tanti aspetti importanti sui quali era opportuno soffermarsi, per non creare fraintendimenti sull’azione del dirigente, che non ha mai voluto favorire la ditta”.
Primo punto, il Pef, Piano economico finanziario, approvato dal consiglio comunale con le somme da riconoscere a Viterbo Ambiente per il contratto di nettezza urbana col comune.
“Un piano che non avrebbe mai potuto incidere sulla determinazione delle tariffe da far pagare ai cittadini – spiega Labate -. Era solo un piano di previsione. Viterbo Ambiente non ha preso un euro in più dei 9 milioni da contratto. Perché le ulteriori somme, che portavano la cifra a 10 milioni e 200mila euro non sono mai state erogate. Mentre la rescissione del contratto sarebbe stato, chiaramente, un atto di giunta, frutto di scelte politiche. Una decisione che Dello Vicario, in qualità di dirigente, non avrebbe mai potuto prendere da solo”.
Quanto al mancato spazzamento delle strade comunali, tramite spazzatrici meccaniche, Dello Vicario ha chiarito che è tuttora in corso la procedura di detrazione delle somme che sarebbero spettate alla ditta.
“Saranno decurtate – continua Labate – perché il servizio, da febbraio a giugno 2014, non è stato garantito da Viterbo Ambiente. Per ora, siamo soddisfatti perché possiamo affrontare il prosieguo delle indagini più serenamente. Il gip e lo stesso pm Massimiliano Siddi, disponibile a dare parere favorevole alla revoca dei domiciliari, hanno capito che le sole intercettazioni non bastano a esaurire temi così delicati e complessi, che andranno ulteriormente approfonditi con le indagini, ma senza attuali esigenze di custodia cautelare”.
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