Viterbo – (p.p.) – “La Asl fa lo scaricabarile e la gente rischia la salute”.
Sull’arsenico, Mario Scarnati è pronto a dare battaglia. Il sindaco di Fabrica di Roma non ammette i ritardi della Asl nel fornire i dati delle analisi.
A bere acqua contaminata, si rischia il cancro e lui non vuole assolutamente mettere a repentaglio la salute dei suoi cittadini.
Annuncia, invece, che il comune sarà pronto a costituirsi parte civile nelle cause intentate contro l’azienda sanitaria da chi verrà colpito da questa malattia.
“La Asl incolpa l’Arpa e fa lo scaricabarile – dice Scarnati -. In sostanza però, l’azienda non fa che ammettere i ritardi degli accertamenti. Macchitella dice che non è in grado di fare diversamente e che l’unico rimedio è quello di fare le analisi non una volta, ma due al mese. Così invece non si risolve il problema, perché io e tutti i sindaci, compresi quelli di Talete, non siamo in grado di dire ai nostri cittadini se bere o meno l’acqua. Coi dearsenificatori che funzionano a singhiozzo e i risultati delle analisi che non sono in tempo reale, infatti, non me la sento di revocare l’ordinanza di non potabilità”.
Scarnati non vuole scherzare con la salute della gente. “La Comunità europea e quella medica sostengono che l’arsenico sia cancerogeno e, negli ultimi anni, sia a Fabrica che in provincia, sono aumentati i casi di cancro. Coi tempi della Asl rischiamo di far bere acqua contaminata, ed è per questo che il Comune è pronto a costituirsi parte civile nelle cause intentate da parte di persone che hanno un parente o un congiunto colpito da questa malattia contro la Azienda, l’Arpa o chi è responsabile dell’acqua. In materia di acqua, la Asl e l’Arpa sono due enti inutili e dannosi”.
Lunedì, intanto, Scarnati andrà in procura. “Porterò il dossier che invierò anche all’antimafia e alla Comunità europea, sostenendo che l’Italia, e in particolare il Lazio e la nostra provincia, non rispettano i parametri stabiliti”.
