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“Genio chiuso, colpa di Michelini…”

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Il cinema Genio

Il cinema Genio 

Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – Sul Genio il comune fa un cinema. L’assessore Giacomo Barelli racconta le disavventure del cinema Genio, proprietà comunale e chiuso da tempo.

La società che l’aveva in gestione ha accumulato centomila euro d’arretrati fra canone di locazione e Tarsu non versata e chiama in causa la precedente amministrazione. L”ex sindaco Giulio Marini non si fa pregare.

“Se siamo a questo punto, ma con chi se la vogliono prendere, se non con se stessi?”.

In che senso?
“Fino al 2010 la società Teatro Genio ha regolarmente pagato i canoni. A quel punto sono cominciate le difficoltà. Abbiamo mantenuto contatti. Nel tempo hanno accumulato debiti verso il comune per 34.925 euro di canoni non pagati e 31.262 di Tarsu”.

A quel punto cos’è successo?
“Ferretti acquisisce la società, impegnandosi a pagare tutti gli arretrati e a provvedere a una serie di lavori: nuovo impianto audio dolby digital, poltrone, proiettore digitale, impianto climatizzazione e ricambio aria, bagni, corridoi, ingresso, pavimento della sala e contro soffittatura con materiale fonoassorbente. Per un totale di 330mila euro”.

E i debiti accumulati?
“Con una delibera del settembre 2012 c’è la presa d’atto del subentro di Ferretti, mentre con un’altra, nell’aprile 2013, la società Teatro Genio che a quel punto è di Ferretti, si prende in carico i lavori per 330mila euro, più gli arretrati. Per un totale di 406mila euro. Questo è l’impegno, questo è quanto è accaduto”.

La delibera del 2013 è quella come fa notare Barelli, firmata solo da due assessori?
“Eravamo io e gli assessori Buzzi e Muroni. Certo, erano due, ma su una giunta a quattro. Non a dieci. Eravamo più della metà”.

Ad aprile la delibera, ma poi cos’è successo?
“Io cinquanta giorni dopo, il 10 giugno 2013, sono andato via. Vorrei capire io cos’hanno fatto, possibile che in più di due anni non ci siano state comunicazioni con la società, manifestare l’intenzione di riaprire il cinema? Però, quando è venuto Monti lo hanno riaperto. Quindi con i gestori ci hanno parlato. Che hanno fatto in tutto questo tempo? Ma con con chi se la vogliono prendere?”.

Che idea si è fatto lei?
“Vado per ipotesi. Non è che avranno dato l’impressione al locatore che non fosse gradito e quindi abbia deciso di non investire i 400mila euro? Già in campagna elettorale ricordo bene che quelli di Viva Viterbo andavano dicendo che chi gestisce un multisala come quello di Vitorchiano non poteva avere anche il Genio. Non andava bene. Se la ragione non è questa, sarà un’altra, ma da addebitare a Michelini. Sono due anni e due mesi che stanno in comune, ma che hanno fatto finora?”.

Come nasce tutta la storia del Genio?
“Parte dalla ricostruzione dopo il bombardamento. Il 29 agosto 1947 è stipulato il contratto fra comune e società Teatro Genio, una convenzione di 29 anni, a decorrere dal 1948. Nel 1976 il comune manifesta l’intenzione di riprenderselo, ma i gestori si rivolgono al tribunale e nel 1978 l’ente soccombe. Si arriva agli anni 2004, 2005, 2006, quando per la società inadempiente, il comune fa rivalsa con la fideiussione, riscuotendo 39mila euro. Altri 8.500 euro di spese sostenute per lavori all’impianto elettrico sono decurtate da quanto dovuto in locazioni. Nel 2017 il conto dare – avere va in pari. Si arriva a oggi. Questi soldi glieli potevano chiedere in due anni. Possibile che non abbiano mai avuto un contatto con il locatore?”.

Il comune rivuole indietro il Genio, che ne pensa?
“Riaverlo? Per fare cosa? Servono i soldi per ristrutturarlo. Se va a finire come il teatro Unione, stiamo messi bene…”.


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