Viterbo – “Abbiamo dato incarico a un legale affinché il cinema Genio sia riconsegnato alla città di Viterbo e il debito sia pagato. L’obiettivo è quello di ripristinare la legalità e riavere quanto dovuto dalla società Teatro Genio srl”. Giacomo Barelli, assessore allo spettacolo del comune di Viterbo appare deciso.
Dura la sua presa di posizione nei confronti della società che dal 2010 non paga più l’affitto del Genio all’amministrazione comunale.
“Il Genio – ha spiegato Barelli – deve ritornare al comune che ne è proprietario. Un impegno che mi ero e ci eravamo presi in campagna elettorale con Viva Viterbo. Un impegno che porteremo avanti fino in fondo per impedire ulteriori danni alle casse comunali”.
A quanto ammonta oggi il debito della Teatro Genio nei confronti del Comune di Viterbo?
“Tra canoni di affitto non pagati e Tarsu il debito supera i 100mila euro”.
Quanto doveva pagare d’affitto la Teatro Genio?
“Mille euro al mese. Un affitto, fra l’altro, troppo basso. Nonostante ciò è stata accumulata una morosità elevata. E parliamo di una sala con centinaia di posti, il locale più grande e capiente della città di Viterbo. Una struttura di proprietà comunale”.
Una città dove oggi non ci sono cinema.
“Se si fa eccezione per il cinema Lux, la città non ha più cinema. Infatti non è accettabile che un locale così importante, al centro di Viterbo e, ripeto, di proprietà pubblica, viva questa situazione”.
La sola sala cinematografica capace, per capienza, di fare concorrenza al cinema Genio è il multisala di Vitorchiano gestito dalla Ferretti srl di Paolo e Francesco Ferretti, a loro volta soci della Teatro Genio srl.
“Sì, è corretto. E purtroppo, lo dico da pubblico amministratore, il multisala di Vitorchiano è diventato di fatto il vero cinema di Viterbo e questo a causa della progressiva chiusura dei cinema della città. Questo è lo stato dei fatti. Inoltre il problema è anche quello di capire cosa abbia impedito a queste due società, la Ferretti srl e la Teatro Genio srl, partecipate entrambe dalle stesse persone, di poter far vivere sia il Genio che il multisala di Vitorchiano. Ossia cosa abbia impedito al cinema Genio di avere lo stesso successo che ha avuto quello di Vitorchiano. Le società non sono le stesse, ma gli imprenditori che gestiscono tutte e due i cinema sì”.
Lei che idea s’è fatto?
“Nessuna. L’obiettivo è innanzitutto quello di riconsegnare il cinema alla città di Viterbo e rientrare di quanto dovuto. E questo è l’incarico che abbiamo dato al nostro legale”.
Il contratto siglato e scaduto nel 2010 è l’ultimo contratto d’affitto firmato tra il comune di Viterbo e la Teatro Genio srl oppure ve ne sono stati altri?
“Dagli accertamento fatti, quello del 2010 è l’unico contratto esistente. Un contratto risolto per inadempimento perché non sono stati pagati gli affitti. E non vi potranno essere altri contratti con la Teatro Genio finché non verrà sanata la situazione pregressa”.
Da quanto la Teatro Genio non paga l’affitto al Comune?
“Dal 2010”.
Perché, secondo lei, la situazione di morosità della Teatro Genio si è protratta per così tanto tempo?
“Non voglio esprimere pareri sul comportamento delle amministrazioni che ci hanno preceduto. Fatto sta che il problema lo conoscevano bene. E le delibere adottate in calcio d’angolo dalla giunta Marini, quella del 2013 approvata con due soli assessori, stanno lì a dimostrarlo. Bisognerebbe capire quale è stato l’ostacolo che ha impedito alle precedenti giunte di avviare subito una procedura di recupero del credito piuttosto che attendere tutto questo tempo facendo lievitare il debito in questo modo. Qualche cosa non ha funzionato e bisognerebbe capire cosa”.
C’è una delibera del settembre 2012 in cui si dà avvio a un percorso per la stipula di un nuovo contratto d’affitto. Una delibera in cui si parla di “cessione di attività” tra la Teatro Genio e la Ferretti srl, società, quest’ultima, con cui il comune, stando alla delibera, avrebbe poi dovuto firmare il contratto. Però la cessione di attività non è mai avvenuta. Si avrà infatti un passaggio di quote della Teatro Genio dai precedenti soci a Paolo e Francesco Ferretti. Passaggio evidenziato dalla seconda delibera di giunta dell’aprile 2013 con cui si dà il nulla osta a un nuovo accordo sempre con la Teatro Genio. Non solo, ma nella delibera del 2013 si fa riferimento anche a quella del settembre 2012 attribuendo allo stessa una presa d’atto della cessione di quote quando in realtà vi si parlava di cessione di attività.
“Sì, è così. Inoltre cessione di attività ovvero cessione d’azienda e cessione di quote sono due situazioni ben distinte. È oggettivo che nella gestione dell’intera vicenda, dal 2010 in poi, diverse cose sono pervase da una grande confusione, incongruità e gravi errori contenuti anche all’interno delle delibere”.
Cosa vuole dire con “incongruità”?
“Basta mettere a confronto la delibera del settembre 2012 con quella dell’aprile 2013. C’è un’incongruità oggettivamente grave. E non è un giudizio politico, bensì tecnico. C’è un errore che non è di forma, ma di sostanza. Da un lato si è fatto intendere che subentrasse una nuova srl con nuove garanzie, ossia la Ferretti, mentre alla fine la srl è sempre la stessa, vale a dire la Teatro Genio, dove Paolo e Francesco Ferretti sono entrati acquistando le quote dei soci precedenti”.
Cosa sarebbe accaduto se la Ferretti srl fosse subentrata alla Teatro Genio nella gestione del cinema di Viterbo assumendo su di sé il debito nei confronti del comune come la giunta Marini sembrava sperare?
“Sarebbe subentrata una nuova società con nuove garanzie. Ma così non è stato”.
Cosa intende per nuove garanzie?
“Se il nuovo interlocutore fosse stata la Ferretti srl, la Ferretti srl avrebbe portato a garanzia del debito tutto quello che possedeva. Si tratta tuttavia di un’ipotesi che non si è mai verificata. Si è verificato invece che l’interlocutore del comune restasse la Teatro srl, sebbene con una compagine societaria mutata, che non ha portato nessun altra garanzia riguardante il pagamento dei debiti”.
Va detto, però, che la Teatro Genio di Paolo e Francesco Ferretti ha fatto delle proposte per risolvere la situazione debitoria e arrivare a un nuovo contratto. Tra le proposte, anche lavori di ristrutturazione del cinema per 330mila euro.
“Siamo disponibili a valutare tutte le proposte, ma non siamo disponibili a rinunciare a quello che la legge ci impone, cioè recuperare le somme dovute al Comune in termini sia di tasse che di canoni di locazione. Prima di prendere in considerazione qualsiasi proposta abbiamo l’obbligo giuridico di ripristinare la legalità liberando l’immobile del Genio da chi continua ad occuparlo nonostante abbia una morosità così grande”.
A che punto è, invece, il recupero della Tarsu non pagata? Nella delibera dell’aprile 2013 si parla di un accordo raggiunto tra la Teatro Genio srl ed Esattorie spa.
“Allo stato attuale, non ci risulta che la Tarsu non pagata sia stata recuperata, come pure la Teatro Genio non ha mai messo a nostra disposizione l’accordo raggiunto con Esattorie”.
Riuscirà il comune di Viterbo a recuperare i 100mila euro?
“Noi siamo determinati a rientrare in possesso del bene. Per quello che riguarda il recupero delle somme dovute, molto dipende dalla situazione della Teatro Genio srl. Nel caso in cui quest’ultima non avesse le risorse necessarie il comune resterà insoddisfatto e non potrà fare altro che prenderne atto. Lo vedremo andando avanti con le procedure esecutive”.
Quali sono i tempi per rientrare in possesso del bene?
“Mi auguro che il legale incaricato faccia tutto nel più breve tempo possibile. Se da parte della Teatro Genio ci sarà un atteggiamento di collaborazione, credo che si possa chiudere tutto nell’arco di uno o due mesi. Altrimenti credo ne serviranno cinque o sei”.
Daniele Camilli
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