Viterbo – Paolo Gianlorenzo rinviato a giudizio per calunnia.
Lo ha deciso il gup Stefano Pepe che ha chiuso stamattina l’udienza preliminare.
Slitta a novembre, invece, il filone d’inchiesta sulla violenza privata alla moglie di Francesco Battistoni, vicecapogruppo regionale di Forza Italia, e sulle presunte estorsioni in concorso con l’avvocato Samuele De Santis.
La decisione è arrivata intorno alle 12, dopo circa un’ora di camera di consiglio.
Sul giornalista, ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi”, pende l’accusa di aver calunniato due agenti della polizia stradale, insinuando che avessero inserito un file riguardante un suo rapporto sessuale nel fascicolo delle indagini.
Un’accusa che per il collegio difensivo composto da Carlo Taormina, Franco Taurchini e Fausto Barili, non sta né in cielo né in terra.
“La nostra valutazione tecnica è che il reato non è configurabile – dichiarano gli avvocati -. Gianlorenzo aveva telefonato solo per interpellare la procura su questo file, pensando fosse stato incluso nel fascicolo. Aveva anche concordato di vedersi con l’agente per chiarire la cosa e poco dopo si è accorto di essersi sbagliato. Voleva avvertire e chiedere scusa”. Ma è scattata la denuncia.
Il processo a gennaio.
