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“Le placche non erano difettose”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale 

Viterbo – Ma quali placche difettose? Erano “rotture da fatica”.

Le chiama così l’ex primario di Traumatologia all’ospedale di Basilea: le placche in titanio usate per curare le fratture di due pazienti viterbesi non si sarebbero rotte perché scadenti, ma perché sottoposte a continue sollecitazioni mentre l’osso non si era ancora ricalcificato.

Il risultato è stato un calvario comune per un meccanico e un 45enne, reduci uno da un infortunio sul lavoro e l’altro da un incidente stradale, che hanno sporto entrambi denuncia. A processo per lesioni è finito il direttore di una multinazionale leader nella produzione delle placche. 

La consulenza disposta dal pm Stefano D’Arma parlava di una partita di materiale scadente venduta in tutta Italia e anche all’ospedale Belcolle di Viterbo, con almeno una ventina di casi di placche rotte tra 2009 e 2010.

Ieri, il consulente della difesa, ha detto la sua: le placche si sono spaccate per le cosiddette rotture da fatica. Significa che se la frattura non è guarita, la placca si rompe, anche se di ottima fattura. E se certi incidenti capitano spesso, secondo il medico, è perché la multinazionale in questione ne è il maggior produttore: le rotture da fatica, per il consulente, sarebbero da considerare nella norma. Inevitabili per le leggi della fisica.

Probabilmente i due pazienti parte civile al processo avrebbero parlato di ben altro tipo di rotture… Al meccanico che ha sporto denuncia, i medici hanno chiuso e riaperto il braccio sei volte. L’altro si è sentito cedere la gamba mentre camminava. E’ tornato a camminare da solo dopo tre anni di riabilitazione e, adesso, ha una gamba più corta dell’altra di quasi due centimetri. 

Tra il consulente e l’avvocato di parte civile Franco Taurchini è scoppiata la querelle: l’ex primario di Traumatologia di Basilea non ha esaminato le placche dei due casi in questione. In più collaborerebbe con una fondazione molto vicina alla multinazionale sotto accusa.

Il processo continua a novembre.


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