Vignanello – Condannato a sei anni per aver toccato il seno alla figlia della compagna.
Termina così il processo a un quarantenne di origini dominicane, cittadino italiano, accusato di violenza sessuale dal 2004.
La sentenza è arrivata stamattina, a dieci anni dalla denuncia della ragazza, all’epoca 17enne. Diceva di essere stata palpeggiata dal convivente della madre. Abitavano insieme a Vignanello. Episodi ripetuti, per la pubblica accusa e per il tribunale, che ha inflitto una pena pesante (quasi il doppio della richiesta di tre anni e mezzo del pm) mentre secondo la ragazza sarebbe successo solo una volta.
Per l’uomo era scattato l’arresto, ma subito dopo l’interrogatorio di garanzia era tornato libero e di nuovo a convivere con la madre della ragazza, sua attuale compagna.
Della 17enne, invece, si persero le tracce per anni. Solo dopo lunghe ricerche tramite Interpol la giovane è stata ritrovata nel suo paese natale.
Nel frattempo è cresciuta e ha messo su famiglia. Ad aprile è stata ascoltata dai giudici viterbesi tramite rogatoria internazionale. Rispose piangendo alle domande del pm Fabrizio Tucci e dell’avvocato dell’imputato Stefania Sensini. Per la maggior parte della sua audizione in videoconferenza - i giudici viterbesi dal carcere Mammagialla, più attrezzato del tribunale per questo tipo di deposizioni; lei sullo schermo, in Polonia, di fronte all’autorità giudiziaria locale – avrebbe parlato dell’accesa conflittualità con l’allora convivente di sua madre. Ma i rapporti adesso sono sereni e frequenti, al punto che la difesa aveva chiesto l’acquisizione dei video delle lunghe conversazioni via Skype tra la giovane donna e l’imputato, che la figlia piccola della vittima chiama addirittura ‘nonno’.
La pubblica accusa aveva chiesto tre anni e mezzo; la difesa la dichiarazione della prescrizione o comunque di riqualificare l’episodio come fatto di lieve entità.
L’uomo è stato assolto dall’accusa di lesioni, mentre l’altro reato di violenza privata, per aver cercato di indurre la ragazza a ritrattare, è prescritto.
Entro novanta giorni, le motivazioni della sentenza. L’appello è praticamente certo.
