Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Vignanello - Accusato di violenza sessuale dal 2004 - Difesa pronta a impugnare la sentenza

Tocca il seno alla figlia della compagna, condannato a sei anni

Condividi la notizia:

Vignanello

Vignanello 

Vignanello – Condannato a sei anni per aver toccato il seno alla figlia della compagna.

Termina così il processo a un quarantenne di origini dominicane, cittadino italiano, accusato di violenza sessuale dal 2004.

La sentenza è arrivata stamattina, a dieci anni dalla denuncia della ragazza, all’epoca 17enne. Diceva di essere stata palpeggiata dal convivente della madre. Abitavano insieme a Vignanello. Episodi ripetuti, per la pubblica accusa e per il tribunale, che ha inflitto una pena pesante (quasi il doppio della richiesta di tre anni e mezzo del pm) mentre secondo la ragazza sarebbe successo solo una volta.

Per l’€™uomo era scattato l’€™arresto, ma subito dopo l’€™interrogatorio di garanzia era tornato libero e di nuovo a convivere con la madre della ragazza, sua attuale compagna.

Della 17enne, invece, si persero le tracce per anni. Solo dopo lunghe ricerche tramite Interpol la giovane è stata ritrovata nel suo paese natale.

Nel frattempo è cresciuta e ha messo su famiglia. Ad aprile è stata ascoltata dai giudici viterbesi tramite rogatoria internazionale. Rispose piangendo alle domande del pm Fabrizio Tucci e dell’€™avvocato dell’€™imputato Stefania Sensini. Per la maggior parte della sua audizione in videoconferenza -€“ i giudici viterbesi dal carcere Mammagialla, più attrezzato del tribunale per questo tipo di deposizioni; lei sullo schermo, in Polonia, di fronte all’€™autorità giudiziaria locale – avrebbe parlato dell’accesa conflittualità con l’€™allora convivente di sua madre. Ma i rapporti adesso sono sereni e frequenti, al punto che la difesa aveva chiesto l’acquisizione dei video delle lunghe conversazioni via Skype tra la giovane donna e l’imputato, che la figlia piccola della vittima chiama addirittura ‘nonno’.

La pubblica accusa aveva chiesto tre anni e mezzo; la difesa la dichiarazione della prescrizione o comunque di riqualificare l’episodio come fatto di lieve entità.

L’uomo è stato assolto dall’accusa di lesioni, mentre l’altro reato di violenza privata, per aver cercato di indurre la ragazza a ritrattare, è prescritto.

Entro novanta giorni, le motivazioni della sentenza. L’appello è praticamente certo.


Condividi la notizia:
14 ottobre, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/