Viterbo – (p.p.) – “Terme dei papi, si tutelino i lavoratori”.
Fortunato Mannino (Cisl) non ci sta a sentir parlare di licenziamenti e posti a rischio per i lavoratori delle Terme dei Papi.
Lo stabilimento, dopo la sentenza del Tar, potrà attingere 23 litri d’acqua al secondo. Troppo pochi per Fausto Sensi che vede compromesso il prosieguo dell’attività.
Le parole dell’imprenditore non hanno lasciato indifferente il sindacalista pronto a dare battaglia, insieme ai colleghi, per un reale rilancio del settore che tuteli i livelli occupazionali.
“Abbiamo seguito la vicenda dall’inizio – dice Mannino – e ora un giudice ha stabilito un vincitore e un vinto. Lo sviluppo termale, però, non può passare dalla carta bollata. All’indomani di questa sentenza, a perderci è solo il territorio che nel termalismo doveva trovare l’appiglio per uscire dalla crisi. Abbiamo, invece, perso un anno con il settore arenato, senza che ne venissero valorizzate le potenzialità.
Non conosco le motivazioni della sentenza del Tar, su cui non mi esprimo e che accetto. Da qui, però, possiamo ripartire per trovare una soluzione condivisa, affidando uno studio a un soggetto terzo che individui le concessioni affinché tutti abbiano l’acqua nella giusta quantità”.
Mannino pretende che si pensi al futuro del territorio. “Comune e azienda devono mettersi intorno a un tavolo. Che non sia, però, il solito modo di dire. Venga poi coinvolta anche la Regione. Noi sindacati, pur non potendo intervenire, siamo disposti a dare suggerimenti.
Non possiamo permettere che la vicenda interferisca col il futuro della gente. Si affronti dunque ogni aspetto, a partire dal recupero delle ex Terme Inps che non possono morire in questo modo. Il capoluogo ha un’immensa fortuna a disposizione, imprenditori e politici si fermino a riflettere sulla strategia da adottare per potenziarla. Non possiamo tornare indietro e soprattutto è inaccettabile mettere a rischio i posti di lavoro. Come sindacati non vogliamo sentir parlare di licenziamenti – conclude Mannino -. Se così fosse, saremo pronti a batterci in tutte le sedi per evitarlo”.
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