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Viterbo - Fausto Sensi all'indomani della sentenza del Tar che dà ragione al Comune e conferma i 23 litri d'acqua al secondo per le Terme dei papi

“Ricorreremo al consiglio di Stato per limitare i danni”

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Fausto Sensi

Fausto Sensi 

Viterbo – “Ricorreremo al consiglio di Stato per limitare i danni”.

Fausto Sensi è ancora frastornato all’indomani della sentenza del Tar che, sulle acque termali, che dà ragione all’amministrazione, respingendo il ricorso presentato dalla società che ha in gestione le Terme dei papi. Un epilogo così non se lo aspettava.

Confermati i 23 litri d’acqua al secondo. Una condizione che per Sensi compromette seriamente la sopravvivenza dell’azienda, mettendo a rischio i posti di lavoro.

Reputa quindi inevitabile il ricorso al Consiglio di Stato e conferma il massimo impegno “per salvare il salvabile”.

“Non immaginavo che andasse a finire così – dice Sensi -, quanto accaduto è molto grave e, di fatto, capovolge l’attuale equilibrio dello stabilimento. Di sicuro, ce la metteremo tutta per salvare il salvabile, venire a capo della vicenda e difendere i posti di lavoro che, per noi, sono la cosa più importante.

L’azienda è viva e ha programmi ambiziosi per il futuro. In questo momento, però, viene addirittura messa in discussione l’attuale sopravvivenza. Faremo di tutto per trovare delle soluzioni che possano essere compatibili con il servizio e la sussistenza”.

Si studia il da farsi. “Ricorrere al Consiglio di Stato è imprescindibile perché le condizioni previste da questa sentenza sono inaccettabili e compromettono la vitalità e il prosieguo dell’attività. L’attuazione inibisce una corretta conduzione ed ecco perché dobbiamo trovare un’alternativa che limiti i danni, salvaguardando la gestione.

Noi – continua Sensi – abbiamo tante persone da difendere. Attualmente ce ne sono 178, tra dipendenti e liberi professionisti, che lavorano nello stabilimento e non voglio pensare che possano rischiare il posto. Ci impegneremo perché questo non accada mai. Sarebbe una catastrofe per la città e per tutti”.

Prima di prendere decisioni, Sensi vuole confrontarsi con il cda e soprattutto col Comune. “Le Terme dei papi non sono un’impresa dei Sensi, ma del Comune e quindi se vanno bene e hanno prospettive di sviluppo non può che guadagnarne la città. Se, al contrario, non abbiamo possibilità di prosperare il danno è prima di tutti per il Comune. Ecco perché a giorni ci incontreremo per parlare.

Sono deluso perché non lo credevo possibile e soprattutto per il Comune che, per me, non si rende conto delle conseguenze. Andiamo avanti – conclude Sensi – con l’impegno e il coraggio che non ci mancano”.


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11 dicembre, 2015

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