Viterbo – Genio e sregolatezza non finisce mai.
A quattro anni dal doppio blitz della forestale che travolse l’imprenditoria viterbese, torna in aula un altro capitolo della maxi indagine del Nipaf (Nuclei di polizia ambientale e forestale) sugli appalti truccati.
Difficile che arrivi a processo, anche vi fosse un rinvio a giudizio: la prescrizione è questione di mesi (pochi) e ieri l’udienza preliminare è saltata. Se ne riparla a novembre.
Tra i sette per i quali la procura vuole il processo, professionisti, ex amministratori o ex funzionari del comune di Viterbo: Fabrizio Purchiaroni, ex assessore allo Sport e alla Cultura; Massimo Scapigliati, ex funzionario all’ufficio cave e torbiere e il suo collega di studio, l’architetto Gianni Cardarelli. E poi Ferdinando Contessa, anche lui ex funzionario comunale, l’altro architetto Marco Ricci, l’ingegnere Massimo Aquilani e l’imprenditore Stefano Nicolai. I pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci contestano prevalentemente la turbativa d’asta e in un caso anche la rivelazione di segreti d’ufficio (accusa rivolta a Purchiaroni, Cardarelli e Contessa).
Gli appalti in questione riguardano i lavori di ristrutturazione della scuola della Quercia (lavori per 450mila euro) e la pista rossa pedonale di strada Bagni, già oggetto del processo in corso davanti al tribunale viterbese. Non solo appalti presumibilmente truccati. Le indagini dei forestali sono andate avanti, scoprendo anche presunti affidamenti di incarichi a professionisti predestinati. Sarebbe il caso di Ricci, Aquilani e Cardarelli: stando agli atti dell’inchiesta, Scapigliati si sarebbe adoperato per ritagliare ruoli di primo piano ad Aquilani e Ricci nella gara per la scuola della Quercia, garantendogli rispettivamente l’incarico di direttore dei lavori di ristrutturazione e responsabile della sicurezza su richiesta dell’assessore Purchiaroni.
Idem – ma senza la mediazione di Purchiaroni – per Cardarelli, “individuato a monte” per gli inquirenti come direttore dei lavori nell’appalto della pista rossa di strada Bagni.
Fatti già vecchi di sette anni che vanno incontro a prescrizione certa, ma il comune ha comunque incaricato un legale di costituirsi parte civile per tutelare gli interessi dell’ente.
Sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura, depositata nel 2014, deciderà il gup Savina Poli. Quarant’anni, originaria di Canepina, ha preso servizio ieri al tribunale di Viterbo. Magistrato dal 2010, vincendo il concorso con uno dei migliori trenta punteggi in Italia, ha lavorato nei tribunali di Roma e Arezzo. Ora torna nella sua provincia, ereditando i fascicoli del gip Salvatore Fanti, in pensione dalla fine del 2015.
Stefania Moretti





