Viterbo – (s.m.) – Un solo pugno e ottanta giorni di prognosi: nell’estate 2012 un diciottenne andò all’ospedale con la mandibola completamente spaccata.
A processo, per quell’aggressione a una festa del liceo di fine anno, Sabato Louis Francesco Battaglia, 23 anni. Lo stesso che, sempre a pugni, ha ucciso un uomo sei mesi fa, alla rotatoria del Riello.
E’ il giugno del 2012. Battaglia, appena maggiorenne, e alcuni amici vanno a una festa in zona valle Faul. E’ il party di fine anno scolastico: il locale è pieno di liceali che ballano e si divertono, fino allo screzio in pista tra Battaglia, altre persone e un ragazzo, messo all’angolo. Un amico interviene per difenderlo: fa appena in tempo a dire “lasciatelo stare!” che gli arriva il cazzotto in pieno viso che lo manda all’ospedale.
Battaglia finisce a giudizio per lesioni gravi. L’udienza di ieri, davanti al giudice Giacomo Autizi, è slittata a domani, ma sarà solo un rinvio: i testimoni saranno convocati nei prossimi mesi, nella data che sceglierà il giudice Silvia Mattei dopo aver preso in carico il fascicolo.
Dalla sua, Battaglia ha che l’aggressore ha colpito alle spalle, un elemento sul quale la difesa potrebbe puntare per mettere in dubbio le accuse o proporre un’assoluzione per insufficienza di prove. Molto dipenderà dai racconti dei testimoni oculari, primo tra tutti il ragazzo aggredito, costituito parte civile al processo tramite l’avvocato Paolo Casini.
Intanto, il 23enne è ancora in carcere per omicidio. I risultati dell’autopsia sul corpo di Federico Venzi, 43enne romano residente a Caprarola, non lasciano spazio a dubbi: la vittima è morta soffocata dal suo stesso sangue, dopo i pugni di Battaglia e la rottura delle ossa facciali. Probabilmente la mandibola.
Per la difesa, il 23enne non voleva uccidere ed è con questi argomenti che, il mese scorso, il suo avvocato ha chiesto la sostituzione del carcere con i domiciliari, davanti alla Corte di Cassazione. A oggi Battaglia è ancora detenuto. In attesa di sapere se andrà o meno a processo subito senza passare per l’udienza preliminare, come chiesto dal pm Massimiliano Siddi.
