Grotte di Castro – Minacce, assolto Piero Camilli.
Processo a lieto fine per il vulcanico patron della Viterbese, trascinato in tribunale in veste di sindaco di Grotte di Castro da un suo concittadino.
Camilli era stato denunciato per minacce. Nel 2009, fu avvicinato in un bar da un signore che si lamentava della bolletta dell’acqua.
Lui, non proprio in vena di intavolare una discussione sulle tariffe idriche nel bel mezzo di un aperitivo, gli avrebbe fatto tagliare corto promettendogli “due schiaffoni”.
Intemperanze a cui Camilli non è nuovo: da pochi mesi è uscito da un altro processo per aver messo alla porta due ispettori che volevano controllare la sua azienda dieci giorni prima di Natale. Quindi, durante uno dei picchi massimi di lavoro per un’industria di macellazione agnelli come la Ilco. Camilli li avrebbe cacciati senza troppi complimenti, ma dal processo è uscito pulito. E così stavolta: il giudice di pace del tribunale di Viterbo, Antonia Lucchesi, lo ha assolto. A difenderlo, l’avvocato Enrico Valentini.
