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Viterbo - Patron della Ilco a giudizio per resistenza a pubblico ufficiale - Chiuso il processo

Mette alla porta gli ispettori, prosciolto Piero Camilli

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Piero Camilli

Piero Camilli 

Viterbo – Piero Camilli prosciolto.

Il vulcanico titolare della Ilco è uscito pulito dal processo per aver cacciato a pedate due ispettori del ministero dell’Agricoltura.

Il giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei ha riqualificato le accuse in minacce e oltraggio, ma la denuncia, all’epoca, era stata sporta per resistenza a pubblico ufficiale. 

E’ il 2012. Allo stabilimento Ilco di Acquapendente gli ispettori arrivano una decina di giorni prima di Natale: il momento di picco massimo di lavoro per l’azienda che macella gli agnelli. “Embè, dovevate venire proprio sotto Natale?”, gli disse Camilli. Loro, per tutta risposta, sospettando un tentativo di corromperli, hanno preannunciato una maximulta non inferiore a 15mila euro. Lui e il fratello andarono su tutte le furie.

Ieri mattina, Camilli in persona, difeso dall’avvocato Roberto Massatani, ha spiegato le sue ragioni al giudice. “Sono entrati da un accesso secondario senza qualificarsi – ha affermato l’imprenditore / presidente della Viterbese Castrense / sindaco di Grotte di Castro, con l’abituale franchezza-. Gli ho detto di tornare indietro, suonare il campanello, presentarsi e allora, solo allora, avrebbero fatto tutti i controlli che volevano”. 

Nella denuncia i due ispettori dicevano di essere stati ‘accompagnati’ all’ingresso senza troppi complimenti da Camilli e dal fratello (anche lui imputato, ma deceduto mesi fa). Camilli ha negato di averli insultati e spintonati. Ma poco dopo, i due ispettori sono tornati con i carabinieri e per i fratelli Camilli è scattata la denuncia, finita ieri in un nulla di fatto.


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8 ottobre, 2015

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