Bassano Romano – Cultori delle armi. I due pregiudicati romani arrestati dai carabinieri si intendevano perfettamente di fucili e carabine.
Oltre all’arsenale e alla piantagione di droga, i militari hanno trovato anche altro materiale utile alle indagini. Nei cellulari del 27enne e del 31enne finiti a Mammagialla ci sono video che li riprendono intenti a sparare con quelle stesse armi nascoste nella cantina del villino in località Poggio Bello (video – fotocronaca – slide).
L’irruzione martedì pomeriggio. In casa i militari sono entrati con unità cinofile antidroga e antiesplosivo. “Una perquisizione per gradi andata avanti per ore – spiega il maggiore della compagnia di Ronciglione Carlo Scotti -. Prima abbiamo trovato la piantagione di marijuana e i panetti di hashish. Poi fucili e carabine, nascosti in una specie di magazzino accanto alla villetta”. “Una santabarbara di armi”, l’ha definita il colonnello Mauro Conte. I suoi uomini hanno sequestrato anche una pistola antica, presumibilmente utilizzata dagli ufficiali della Gestapo durante la seconda guerra mondiale.
Impressionante la quantità di armi e stupefacenti ritrovati: 376 piante di canapa indiana, 250 semi, 5 chili e mezzo di hashish divisa in panetti, 52 grammi di marijuana, 6 di mannite e tutto l’occorrente per coltivare la piantagione. Ma anche 8 fucili da caccia, 3 carabine (due di precisione e una normale), 120 munizioni di vario tipo e la pistola rara e di alto valore storico, per ora non quantificato. “Tutto materiale pregiato e rubato”, ha spiegato il colonnello Mauro Conte. La pistola, in particolare, risultava rubata a Roma il primo luglio 2015 insieme a una delle carabine. Un’arma non solo ricercata, ma anche perfettamente funzionante.
Sulla droga si attendono le analisi di laboratorio sul principio attivo. Spacciata avrebbe fruttato sui 50mila euro e oltre, mentre le carabine valgono almeno 4-5mila euro l’una.
“Quando siamo entrati in azione, una delle carabine era sul terrazzo – dichiara il comandante del nucleo operativo radiomobile di Ronciglione Angelo Fazzi -. Un blitz non senza rischi, vista la quantità e qualità di armi detenute dagli arrestati. I giorni di appostamento sono stati durissimi”.
I due guardiani della piantagione, adesso, aspettano di comparire davanti al gip per la convalida dell’arresto. Sono stati portati in carcere, accusati di spaccio, detenzione abusiva di arma, ricettazione e coltivazione di droga. Erano già noti alle forze dell’ordine sempre per stupefacenti. Dalla zona sud di Roma si erano trasferiti nel sud della provincia. Un dato che, per il colonnello Conte, indica come “la bassa Tuscia si confermi ancora una volta zona-cuscinetto dello spaccio tra il Viterbese e la capitale”, dopo gli altri blitz dei mesi scorsi che hanno stroncato traffici di droga da e verso Roma (le operazioni Tsunami e Jackpot).
La vasta gamma di bossoli ritrovati fa pensare a possibili utilizzi diversi delle armi. All’interrogatorio in cella davanti al gip, gli arrestati potranno spiegare cosa ci facevano con tutti quei fucili.




