Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggere un articolo in cui si denuncia una situazione che è rimasta tale per 24 anni ci addolora ma, purtroppo, non ci stupisce.
Sì perché negli ultimi 24 anni la classe dirigente di questo territorio è rimasta sempre, terribilmente, la stessa: incapace di risolvere i problemi, disinteressata alle priorità dei cittadini, autoreferenziale e spocchiosa.
Villa Lante rappresenta l’ennesimo, fulgido esempio di uno spreco di risorse che grida vendetta, al pari della ferrovia Roma-Viterbo, delle Terme Inps (chiuse nel 1992, proprio come villa Lante) e del parco dell’Arcionello.
In questi 20, 30 anni il colore politico che ha governato Viterbo, eccetto qualche eccezione, è stato sempre lo stesso: il grigio. E chi ha provato a smarcarsi da questa triste tonalità è stato prontamente silurato.
I viterbesi, così come i bagnaioli, i grottani e i sammartinesi non hanno altra alternativa che silurare a loro volta una classe (in)dirigente ormai logora, altrimenti non nel 2020, ma nel 2030 si parlerà ancora degli stessi problemi.
Il nostro è un popolo che nei momenti difficili ha dato sempre il meglio di se stesso, orgoglioso e fiero: ora non rimaniamo a guardare e “scoperchiamo” il palazzo comunale, spalanchiamo le finestre per far entrare aria fresca e pulita e riprendiamoci ciò che ci spetta.
Villa Lante è un fiore nel cuore dell’Italia e nel mondo. Ora tocca a noi fare in modo che questo giardino torni a splendere e smetta di affogare nella melma.
Chiara Frontini
Movimento civico Viterbo 2020
Articoli: Un tappeto di melma nella fontana di villa Lante – “Sindaco Fioroni perché Villa Lante chiusa la domenica?”



