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Appalti truccati, si setacciano le intercettazioni

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – Appalti truccati, si setacciano le intercettazioni.

Per la procura di Viterbo, sono centinaia le intercettazioni che incastrerebbero i cinque arrestati con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio. Tutti contestati a vario titolo.

Questa mattina l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Stefano Pepe, che il 7 ottobre ha firmato la maxiordinanza d’arresto. Ai domiciliari, nell’ambito dell’operazione “Vox Popoli” della Forestale, sono finiti gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici di Acquapendente, i dipendenti comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, e il funzionario della regione Lazio Giorgio Maggi. Tutti, tranne Palumbo, risultano già indagati in altre inchieste.

Gli agenti del Nipaf della forestale li hanno svegliati all’alba di lunedì. A far finire i cinque nei guai, la denuncia di un imprenditore. Dalle indagini, coordinate dalla procura, è emerso che alcuni imprenditori sarebbero stati avvantaggiati, in cambio di “significativi ritorni economici”, dai pubblici ufficiali coinvolti. Tutto a dispetto della libera concorrenza. Nel mirino degli investigatori, l’affidamento di lavori pubblici per una scuola di Acquapendente e le autorizzazioni per rilevanti attività commerciali.

Per la procura, si tratta di “plurimi affidamenti da parte del comune, mediante procedura negoziata in favore di un solo imprenditore. Procedure turbate da accordi collusivi concernenti l’individuazione, concordata tra pubblici amministratori e imprenditori, dei soggetti da invitare a partecipare alle offerte. Gli accertamenti hanno anche riguardato casi di affidamento di lavori in somma urgenza, in difetto dei presupposti di legge, e il rilascio di permessi riguardanti attività commerciali di rilievo”.

Come emerso dalle indagini, i presunti illeciti sarebbero stati commessi sino alla fine al 2015. Ma “il gip – sottolinea la procura – ha ritenuto sussistente sia l’attuale pericolo di reiterazione di reati che quello di inquinamento prove”. Da qui l’arresto, su richiesta dai pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma.


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