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“Ospitare un rifugiato in casa? Ora è possibile…”

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Ludovico Greco di Promo Marta

Ludovico Greco di Promo Marta

Marta - Nel riquadro Ludovico Greco

Marta – Nel riquadro Ludovico Greco

Marta – “Voglio ospitare un  rifugiato, ma è un’impresa impossibile”, era l’appello di Ludovico Greco, l’ex pilota sessantenne dell’Alitalia residente a Marta. Adesso arriva l’assist della prefettura e la Tuscia potrebbe diventare apripista di un nuovo modo di fare accoglienza. Non solo nelle strutture dedicate, ma anche in famiglia. Sono gli sviluppi inaspettati della vicenda portata agli onori della cronaca da Greco, interdetto dall’apparente muro di gomma con cui si è scontrato il suo desiderio di rendersi utile ospitando nella stanza lasciata libera dai figli ormai grandi un rifugiato.

La svolta è arrivata la settimana scorsa quando, grazie all’inevitabile clamore suscitato dal caso, più unico che raro, è arrivato a sorpresa l’assist istituzionale che Greco non si aspettava. “Lunedì sono stato ricevuto in prefettura – racconta – mi ha contattato il viceprefetto Salvatore Grillo che prima mi ha rimproverato per aver fatto appello alla stampa e non essermi rivolto subito all’ufficio territoriale del governo, poi abbiamo avuto un confronto lungo, piacevole e propositivo. I tempi non saranno brevi, ma probabilmente una soluzione c’è“.

Si sente che Greco è soddisfatto, mentre spiega che è stato già fissato un altro incontro col viceprefetto: “La strada che si è aperta è quella di una collaborazione col Consorzio Intercasa Gea, primo consorzio onlus della regione Lazio, che si occupa di accoglienza di migranti di primo e secondo livello. L’obiettivo è accogliere un migrante di secondo livello che ha ottenuto lo status per rimanere in Italia. Non è immediato, perché il sistema funziona attraverso lo Sprar, il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati del ministero dell’interno che passa dai Comuni, ma il Comune di Marta non ha questo tipo di accoglienza. Il viceprefetto conta però di aprire un percorso nuovo, forse per la prima volta in Italia”.

Adesso che i buoni propositi sembrano destinati a concretizzarsi, l’ex pilota ribadisce l’assoluta gratuità dell’iniziativa: “Metto a disposizione una camera matrimoniale che può andare bene per un singolo, una coppia e un genitore con un bambino. Offro vitto e alloggio. Chiedo solo di poter comunicare, quindi che parli italiano o inglese”.

“I rifugiati di secondo livello devono inserirsi. Soggiornare in una casa vera, con una famiglia, consente di uscire a cercarsi un lavoro oppure accettare apprendistati gratuiti senza altre preoccupazioni. Senza nulla togliere alle strutture apposite presenti sul territorio”.

Non ha paura di mettersi uno straniero in casa e i numeri gli danno ragione: “Mi ha detto il viceprefetto che nelle varie strutture della Tuscia sono ospitati 1200 tra rifugiati e profughi e che mai ci sono state segnalazioni di delitti”.

Marta è giù un paese modello, secondo Greco, felice di poterne fare un esempio a livello nazionale: “A Marta convivono perfettamente integrati tra loro e con la comunità locale decine di immigrati delle più varie nazionalità, dai romeni ai cingalesi, ai nordafricani ai centroamericani. Io stesso sono un immigrato, giunto da Roma, e posso dire per primo di avere ricevuto un’ottima accoglienza”.


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