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Immigrazione - Ludovico Greco di Marta racconta la sua odissea: "Ho offerto la mia casa ma ho ricevuto solo porte in faccia"

“Voglio ospitare un rifugiato ma è un’impresa impossibile”

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La storia di Ludovico Greco di Marta su Repubblica

La storia di Ludovico Greco di Marta su Repubblica

Ludovico Greco

Ludovico Greco

Marta

Marta

Marta – L’impresa impossibile di ospitare un migrante. La racconta Ludovico Greco, pensionato Alitalia di 60 anni che vive a Marta. “Ho offerto la mia casa per dare accoglienza a un rifugiato ma nessuno ha saputo darmi indicazioni. E’ un’odissea. Ho ricevuto solo porte in faccia, ma ora scriverò al ministro”, dice.

Greco ha raccontato la sua storia a Primapagina, trasmissione di Radio3. La sua impresa, impossibile, ha poi trovato spazio sulle pagine di Repubblica in un articolo scritto da Vladimiro Polchi. “Avrei voluto comprare un battello e mettermi in mare tra i soccorritori – spiega il 60enne -. Impossibile. Allora mi sono detto: posso aprire la mia casa e ospitare chi è riuscito a sopravvivere all’inferno”. Greco si è rivolto a tutti: comune, Viminale, associazioni, chiesa. Ha telefonato, mandato mail, incontrato il parroco. Il risultato? “La mia casa oggi è ancora vuota”.

Fino al 2010 Greco ha vissuto a Roma con la moglie Anna Maria. Poi il trasferimento a Marta. “E’ un paese a immigrati zero, nel senso che qui non ci sono rifugiati accolti”, sottolinea il 60enne. La moglie è impiegata comunale e fa la pendolare con la Capitale. I loro due figli sono ormai grandi e lontani, e così oggi si trovano con una bella camera da letto vuota.

La loro è una storia all’incontrario. In un’Italia sempre più impaurita e dove oltre 5mila comuni su 8mila non fanno accoglienza, Greco e la moglie Anna Maria chiedono di ospitare un profugo. Le provano tutte, ma trovano solo porte chiuse. “Di fronte a tanta sofferenza non potevo non fare qualcosa – dice il 60enne -. Capisco che ci sono problemi di sicurezza legati all’immigrazione, ma credo che con un’accoglienza diffusa ci si conosca meglio e si riducano anche i rischi”. Così comincia il suo viaggio.

“Nell’agosto 2015 mi sono rivolto al comune di Marta offrendo una camera da letto per accogliere un rifugiato, chiaramente a titolo gratuito. Ho scritto pure una mail con posta certificata. Nessuno ha risposto – continua Greco -. Non mi sono dato per vinto. Ad aprile ho contattato ‘Refugees welcome’ (una piattaforma online che mette in contatto profughi e famiglie ospitanti, ndr). Mi hanno fatto una lunga intervista telefonica, al termine della quale mi hanno dato parere positivo. Il secondo passo doveva essere la visita di un volontario per controllare le condizioni dell’alloggio, ma ancora non sono venuti. A novembre ho quindi scritto allo Sprar, presso il Viminale. Ma anche qui nessuna risposta”.

Greco non si ferma: “Sono andato dal parroco di Marta. Pure lui mi ha detto che ha dei locali liberi che vorrebbe mettere a disposizione, ma nessuno ancora gli ha dato un’indicazione. Siamo rimasti d’accordo che il primo che ci riesce avverte l’altro”. Ora il 60enne ha un’ultima carta da giocare. “Scriverò direttamente al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Voglio solo una risposta: devo lasciar perdere o è possibile per un cittadino italiano come me avviare un percorso d’accoglienza?”.


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8 gennaio, 2017

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