Viterbo – Nevica, aumenta il prezzo della bistecca. Non solo gli ortaggi, che in questi giorni di freddo siberiano sono aumentati anche del 200 per cento. La nuova ondata di maltempo prevista fino a fine mese rischia di portare aumenti dei prezzi generalizzati.
“Gli agricoltori non ce la fanno a sostenere le spese extra”, ribadisce il presidente della Coldiretti, Mauro Pacifici, chiedendo lo stato di calamità.
“Il problema dei prezzi troppo bassi dei prodotti agricoli, è che non si tiene conto del rischio d’impresa – spiega il presidente -. In questi giorni ne abbiamo avuto la prova con la devastazione delle colture orticole dovuta alle gelate, specie nella zona di Tarquinia, oppure con il caro-riscaldamento di chi ha le serre. Ma se la situazione peggiora e arriva pure la neve allora saranno guai ancora più seri. Anche per i consumatori, che dovranno fare i conti con prezzi inevitabilmente più alti“.
Attenti però ai rincari-truffa. “Se aumentano le mele, è frode, perché le mele sono state raccolte mesi fa e non ha senso. Se aumentano i carciofi, invece, ha un senso”.
Se aumenta il costo del foraggio, costerà di più anche la bistecca. “Si rischia un effetto a cascata. Speriamo che la neve non faccia danni – sostiene Pacifici -. Ma se ne cadesse tanta da affamare gli animali allevati allo stato brado, come ovini e caprini, allora i produttori sarebbero costretti ad acquistare ulteriori scorte di fieno, che data la richiesta extra rincarerebbe. Prezzi più alti e meno fieno significherebbe prezzi di gestione più alti anche per chi alleva bovini. E potrebbe salire di conseguenza anche il prezzo delle carni”.
Pascoli ridotti all’osso, è allarme. “Tra siccità e gelate, si può parlare di disastro ambientale – rilancia Pacifici -. Per gli ovini sembrava aprirsi una buona annata. Invece la siccità ha ridotto all’osso i pascoli, e la poca erba cresciuta è gelata a casa delle temperature polari di questi giorni. Le scorte di fieno sia stanno assottigliando. E lo stesso i cereali. Vengono consumati. Temiamo aumenti”.
Indispensabile un sostegno pubblico per Coldiretti: “Invitiamo i singoli Comuni del Viterbese a fare uno screening della situazione nei loro territori e lo stesso i singoli agricoltori, inviando i dati alla Regione Lazio, perché l’unica via d’uscita per evitare ricadute negative generalizzate è ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, non facile data la sempre maggiore ristrettezza della casse”.
