Vignanello – Punire e azzittire. Per il gip di Viterbo Savina Poli sarebbero stati questi gli obiettivi “dell’azione punitiva” della notte tra l’11 e 12 febbraio a Vignanello. Vittima il 24enne di Vallerano Paolo, pestato e preso a cinghiate perché ‘colpevole’ di aver condiviso su Facebook una frase goliardica che fa la parodia ai tipici manifesti neofascisti.
Per il giudice che il 15 marzo scorso ha fatto finire ai domiciliari Jacopo Polidori, il responsabile di Casapound Cimini considerato il “leader” dell’aggressione, “il pestaggio era finalizzato a punire la vittima per quanto già pubblicato, ma anche per impedire che in futuro potesse manifestare nuovamente il proprio pensiero criticando il movimento”. Emergerebbe, sempre secondo il gip, dalle frasi che il ‘branco’ – una quindicina di militanti, tra cui molti minorenni – avrebbe rivolto a Paolo subito dopo il pestaggio: “Non devi prendere in giro Casapound. Non ci devi più rompere il cazzo”; “Hai qualcosa contro Casapound?”; “La prossima volta fatti i cazzi tuoi”.
Sette i punti con cui il giudice motiva l’arresto, tra cui le “modalità e le circostanze del fatto che lo rendono – scrive nell’ordinanza di custodia cautelare – di particolare, rimarchevole, intrinseca gravità in quanto diretto a reprimere violentemente qualsiasi forma di dissenso o critica politica”.
L’aggressione un mese e mezzo fa nei pressi di un parco di Vignanello, a due passi da una pizzeria in cui Paolo aveva cenato con un paio di amici. Uscito dal locale, uno dei quindici lo avrebbe “strattonato alle spalle e con tono di sfida gli ha chiesto di fermarsi”. Il 24enne “per la paura scappa, ma viene raggiunto da due, tre persone che lo colpiscono con calci e pugni”. Sarebbe stato un militante minorenne a tirargli il primo cazzotto sul naso, facendogli diventare il volto una maschera di sangue. Poi i “quattro, cinque colpi di cinta sulla schiena sferrati da Polidori”, che non si sarebbe “fermato nemmeno difronte alle suppliche” della vittima.
Dopo l’arresto, il leader di Casapound Cimini ha impugnato l’ordinanza del gip davanti al tribunale del Riesame. L’udienza è fissata per domani mattina. La speranza della difesa (avvocato Domenico Gorziglia) è di riuscire a far revocare o almeno alleggerire la misura di custodia cautelare.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

