Viterbo – Accusa il marito di averla riempita di botte e lo trascina in tribunale. Ma prima prova a salvare il matrimonio rivolgendosi ai pastori evangelici del suo quartiere: una coppia 50enne che segue la loro relazione da tempo.
La donna, una soubrette, costituita parte civile nel procedimento, avrebbe raccontato alla moglie del pastore le difficoltà del suo matrimonio. Un un matrimonio travagliato, fatto di maltrattamenti, stalking e lesioni. “In realtà non parlavamo spesso – dice la testimone davanti al tribunale di Viterbo, rispondendo alle domande dell’avvocato Floria Carucci dello studio Marazzita -. Non ci siamo mai fermate tanto tempo insieme. Non abbiamo mai fatto lunghi discorsi sulle minacce del marito e sui suoi conflitti matrimoniali. Solo qualche breve commento, qualche consiglio da parte mia, come cercare Dio, pregare, avere pazienza”.
Secondo l’accusa, l’imputato – un artista – dal 2007 al 2010 avrebbe riempito di botte la moglie. Due gli episodi più eclatanti: schiaffi, pugni e calci durante il festival di musica cristiana; e l’altro mentre la donna era incinta. E quei maltrattamenti durante la gravidanza avrebbero fatto perdere alla moglie il bambino. Sempre secondo l’accusa, che sostiene che l’uomo avrebbe apertamente confessato al pastore i suoi atteggiamenti violenti e maltrattamenti sulla donna.
Il pastore verrà ascoltato dal collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei (a latere, Giacomo Autizi e Rita Cialoni) a metà aprile. A maggio poi la sentenza.
