--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Marito a processo con l'accusa di maltrattamenti, stalking e lesioni

Compagna incinta riempita di botte

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo –  Lei una soubrette, lui un artista. Un matrimonio travagliato, in cui lei accusa lui di maltrattamenti, stalking e lesioni e lo trascina in tribunale.

Secondo la donna, costituita parte civile al processo, dal 2007 al 2010 il marito l’avrebbe riempita di botte. Due gli episodi più eclatanti: schiaffi, pugni e calci durante il festival di musica cristiana; l’altro mentre la moglie era incinta. Per l’accusa, quei maltrattamenti durante la gravidanza avrebbero fatto perdere il bambino alla donna.

In aula, davanti al collegio dei giudici, sono sfilati tanti testimoni. Tra questi, la ‘talent scout’ della soubrette. Le due si incontrano negli anni Novanta, per poi perdersi di vista. Si rivedono solo nel 2007, sempre per motivi di lavoro.

“L’ho contattata – racconta la talent scout in aula – per proporle un lavoro su una web tv. Non la vedevo da tempo e quando ci siamo incontrate mi disse che si era appena sposata. Doveva essere contenta invece l’ho trovata depressa. Non era la persona che conoscevo e dopo un po’ ha ammesso che la situazione era drammatica: veniva sottomessa dal marito. Lui partiva per giorni e la lasciava sola e senza soldi. Mi ha chiesto aiuto, perché in me vede una maestra di vita. Qualche notte l’ho ospitata a casa mia, poi le ho consigliato di rivolgersi alle suore e a un centro antiviolenza”.

In tanti avrebbero ospitato la soubrette a causa del travagliato rapporto con il marito. “Lamentava di essere maltrattata – dice davanti al tribunale un amico della donna -. Covava molto rancore nei confronti del marito. Lo voleva rovinare. Lei è molto religiosa, direi in modo maniacale. Ha anche frequentato una setta. Ce l’aveva con il marito perché essendosi sposati in chiesa, lei non si poteva più risposare: aveva visto infrangersi il suo sogno e desiderio di una famiglia con figli”.

Il processo all’uomo, difeso dall’avvocato Floria Carucci dello studio Marazzita, è arrivato agli sgoccioli. Ieri davanti ai giudici l’imputato avrebbe dovuto rilasciare spontanee dichiarazioni, ma la modalità scelta dalla difesa non è piaciuta né al pubblico ministero né all’avvocato di parte civile.

L’uomo aveva scritto le suo dichiarazioni in un fascicolo di 14 pagine: “Ho conosciuto mia moglie da ragazzino, per poi perderla di vista – inizia a leggere l’uomo -. Dopo anni ci siamo rincontrati ed è stato un regalo più grande di noi. Un dono di Dio”. Il tribunale lo interrompe: quella memoria non può essere letta.

Prima della sentenza, l’avvocato Carucci chiede ai giudici di ascoltare altri testimoni. Tra questi i pastori evangelici che avrebbero seguito la coppia e a cui l’uomo avrebbe confessato, secondo l’accusa, i suoi atteggiamenti e maltrattamenti sulla donna.

Il difensora fa un lista di decine di persone, alla cui citazione si oppongono sia la pm Chiara Capezzuto che l’avvocato di parte civile. Lo definiscono un “pullman di persone che se ascoltate darebbero vita a un altro processo”. Il tribunale accoglie solo in parte la richiesta della difesa: a febbraio verranno ascoltati tre pastori. Poi la sentenza, sempre nella stessa udienza.

16 novembre, 2016

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564