Viterbo – Si fa nominare erede universale da una paziente di 80 anni e fa intestare alla figlia una polizza vita da 40mila euro, medico di base alla sbarra per circonvenzione di incapace. Parte civile la sorella 86enne della presunta vittima, assistita dall’avvocato Mauro Danielli del foro di Roma. Il processo si è aperto ieri davanti al giudice Silvia Mattei. Sul banco degli imputati un medico 65enne originario di Vejano, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro. Secondo i familiari avrebbe anche provocato la morte dell’anziana.
Il testamento olografo a suo favore risale al 2012, davanti a un notaio di Vetralla. Tra i beni mobili e immobili ereditati dal medico anche una bella villa a Canale Monterano. Secondo l’accusa, il dottore avrebbe approfittato delle cattive condizioni di salute dell’anziana, contando sul fatto che fosse sola al mondo, a parte la sorella e un fratello, pure loro ultraottantenni. L’anziana “affetta da una condizione nevrotica di particolare gravità – come si legge nel capo d’imputazione – era sottoposta a una politerapia psicofarmacologica con antidepressivi a dosaggio pieno ed ansiolitici tali da comportare una completa compromissione sul piano del funzionamento sociorelazionale e a una dipendenza dall’ambiente circostante”.
Per la stessa vicenda, il dottore è finito sotto inchiesta anche per omicidio colposo. Omicidio volontario, secondo la famiglia. Per il pm Fabrizio Tucci, che ha chiesto l’archiviazione, si è trattato di morte naturale. La donna è deceduta a Belcolle il 30 luglio 2013. Il medico, due giorni prima, aveva rifiutato il ricovero dell’anziana al pronto soccorso di Bracciano. Si sarebbe convinto a farla trasferire all’ospedale di Viterbo solo su pressione della sorella. All’epoca era ancora vivo anche il fratello, nel frattempo deceduto.
La sorella, unica superstite, ha fatto opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo, ma l’udienza per chiedere un supplemento di indagini è stata fissata al 2018. “A distanza di oltre due anni, il giudice non si è ancora espresso, nonostante sia chiaro, vista l’età della persona offesa, che mai come in questo caso andrebbe accelerato il corso della giustizia”, ha sbottato l’avvocato Danielli in aula, scoprendo che anche la prevista ammissione delle prove del processo per circonvenzione di incapace prevista ieri sarebbe slittata per un vizio di notifica. Il giudice Mattei si è impegnata a stringere i tempi, concordando già per il 12 maggio l’audizione dell’86enne.
Per la cronaca risale a pochi giorni fa, il 20 febbraio, la condanna a 8 mesi da parte del giudice Rita Cialoni di un altro medico di base, un dottore dell’Alta Tuscia, accusato di appropriazione indebita dai parenti di un’ex maestra 89enne deceduta nel 2009, cui avrebbe sottratto un terzo dell’eredità.
Silvana Cortignani
