Viterbo – Sparisce l’eredità della nonna, condannato a 8 mesi per appropriazione indebita il medico condotto. Pena sospesa, visto che il professionista è incensurato. Si tratta di un dottore di un piccolo centro dell’Alta Tuscia, denunciato dai cinque eredi di un’anziana deceduta il 23 aprile 2009 a 89 anni.
La donna, come è emerso durante il processo, sarebbe stata così avara, ma così avara, da regalare a una nipote per il matrimonio soltanto due scatole di caramelle. Per gli eredi sarebbe stato quindi impossibile che la cara estinta avesse affidato la gestione di tutto il suo patrimonio, per oltre un milione e 100mila euro, al medico condotto. I parenti se ne sono accorti qualche mese dopo il decesso, scoprendo che il cespite era ridotto di un terzo. Oltre 400mila euro in meno, che sarebbero finiti nelle tasche del medico personale dell’anziana, investito di una procura speciale un anno prima della morte della donna.
Una procura sospetta secondo i familiari, alla luce della leggendaria avarizia della nonna. E così, assistiti dall’avvocato Riccardo Micci, lo hanno denunciato per appropriazione indebita e circonvenzione di incapace. Costituendosi parte civile al processo. Il dottore, già condannato in sede civile a risarcire 330mila euro, dovrà ora rifonderne altri 75mila. Nel frattempo il giudice Rita Cialoni, ieri, lo ha condannato anche a una provvisionale di duemila euro ciascuno per le cinque parti offese.
Il difensore ha giustificato in parte i prelievi effettuati dal medico sui conti dell’anziana e benestante assistita. “Nell’ultimo anno di vita, aveva tre badanti che andavano e venivano, per cui coi suoi soldi doveva mantenere quattro persone. Ovvio che le spese in casa fossero tante. Lei non aveva altre entrate, ovvio che il denaro venisse prelevato dai suoi conti”, ha sottolineato nell’arringa l’avvocato Carlo Appella del foro di Roma.
“La donna – ha spiegato il legale di parte civile Riccardo Micci al giudice Rita Cialoni – era di un’avarizia fuori del comune, un’avarizia eccezionale. A una delle parti offese donò per il matrimonio solo una confezione di caramelle. Nonostante avesse quasi novant’anni, continuava a curare personalmente tutti i suoi interessi. E annotava su dei foglietti anche le più piccole uscite. Non sapeva cosa succedendo. I parenti, nella denuncia, hanno chiesto alla procura di indagare anche per circonvenzione di incapace”.
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