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“La paura non basta, denunciate!”

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Viterbo - Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo – Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo - Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo – Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo - Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo – Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo - Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo – Il questore Lorenzo Suraci

Viterbo – Viterbo città tranquilla.
Non è un luogo comune ma il risultato di un “capillare lavoro di prevenzione” per il questore Lorenzo Suraci. 

“In questa provincia sembra di stare in paradiso rispetto a quello che succede altrove”, dice. “Abbiamo il controllo del territorio: non registriamo episodi preoccupanti e in quantità tale da far gridare all’insicurezza”. 

Il Viterbese, però, è stato teatro di quattro aggressioni in due mesi. Un paio con la vittima sola contro il branco. A cosa riconduce questa escalation di violenza?
“Non vedo un’escalation: sono fatti che possono succedere. Quello di via Valle Piatta, in particolare, è grave, ma abbiamo fatto il nostro dovere identificando subito i responsabili. Lo stesso nel caso della violenza politica a Vignanello, dove sono intervenuto personalmente con provvedimenti questorili come avvisi e fogli di via. La discoteca Milk l’abbiamo anche chiusa per un periodo con un provvedimento a mia firma. Da allora a oggi non è accaduto più nulla di simile, quindi che quegli episodi si siano condensati in pochi mesi è solo una coincidenza. Tant’è che dalle indagini non è emerso un collegamento tra le aggressioni”. 

Ma come si spiega che in paesi come Vignanello e Vallerano i ragazzi hanno paura a uscire la sera? Abbiamo ricevuto più segnalazioni. Per non parlare della difficoltà a raccogliere testimonianze nelle indagini sull’aggressione a Vignanello. 
“In quei paesi c’è la vigilanza delle stazioni dei carabinieri, oltre che la nostra con la Digos. Noi lo abbiamo detto chiaramente: se le persone hanno paura perché hanno ricevuto minacce o violenze, devono denunciare. La denuncia è l’unico antidoto alla paura. Non possiamo inventarci che la provincia è violenta se non lo è: c’è un decremento dei reati fortissimo. A Vignanello, poi, ci sono telecamere collegate con la nostra sala operativa. Così possiamo prevenire e intervenire immediatamente”. 

Qual è la situazione nel centro storico di Viterbo? I residenti di San Pellegrino si definiscono “ostaggio di una banda di ubriaconi”.
“Facciamo il possibile a San Pellegrino ma quella è zona di movida: come si fa a impedire la movida? Noi controlliamo i locali puntualmente, alcuni anche più volte. Sugli ubriachi non possiamo intervenire finché non commettono reati. Quello che possiamo fare è mandare i nostri uomini per le strade, far girare le pattuglie più volte per controllare ed essere pronti quando ci chiamano. Il degrado urbano, invece, non compete a noi. Non possiamo raccogliere le feci di qualche incivile, possiamo solo bloccarli se li cogliamo sul fatto”. 

E per quanto riguarda San Faustino, il quartiere più multietnico della città?
“Idem: massima vigilanza e prontezza ma non possiamo agire se non accertiamo reati. Non basta la paura a prescindere dello straniero che può avere qualche cittadino. A San Faustino siamo intervenuti spesso, ma per schiamazzi notturni. Sono state elevate sanzioni amministrative per circa 90mila euro da maggio a luglio dell’anno scorso ai proprietari di immobili affittati a nero a cittadini extracomunitari regolari. Nient’altro: nessun risvolto penale. E soprattutto né omicidi, né rapine, né altri fatti che generino allarme sociale”. 

Come procede l’organizzazione della macchina della sicurezza per i grandi eventi come Santa Rosa e Vulci Music Fest?
“Abbiamo organizzato comitati in prefettura e tavoli tecnici in questura. A breve emaneremo l’ordinanza per l’ordine pubblico. Come ogni anno, dovremo prevedere un’attenta mappatura delle vie di accesso e di fuga. Già dall’anno scorso, per l’emergenza terrorismo, abbiamo usato accortezze in più, come il controllo con i varchi alle porte della città. Quest’anno faremo lo stesso. Terremo il percorso della Macchina di santa Rosa più libero possibile ma, certo, la città non è uno stadio: non c’è una capienza massima e non possiamo vietare gli ingressi. Per Vulci, quest’anno è previsto un afflusso minore che in passato. Si tratterà di verificare l’agibilità del palco e di controllare che non entrino bottiglie e oggetti contundenti. Saranno vietate anche le aste dei selfie”.  

E sul litorale? Avete potenziato i controlli per l’estate?
“Sì, soprattutto i servizi notturni, nei pressi dei locali frequentati da giovani. Più i posti di blocco sulla Umbro-Laziale e sull’Aurelia, con le macchine controllate a tappeto e non una tantum. In vista del maggior afflusso di persone, abbiamo aumentato la nostra presenza a Tarquinia e Montalto chiedendo aiuto ai reparti prevenzione crimine del Lazio. Sono controlli ordinari per l’estate, ma siamo organizzati come per una manifestazione o un servizio di ordine pubblico”. 

Sul litorale, ma anche in città, le risultano segnali di infiltrazioni mafiose? Nell’ultimo rapporto “Mafie nel Lazio” Viterbo è indicata come “terra di riciclaggio di denaro”. 
“Non mi è stato segnalato niente del genere dagli uffici investigativi. Ci saranno sicuramente ma non abbiamo notizie particolari. Ripeto: la città è tranquilla perché la rendiamo tranquilla noi, con la nostra presenza costante sul territorio. La sicurezza è innanzitutto un fatto di efficienza”. 

Stefania Moretti


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