Viterbo – (g.f.) – Il leggio barocco della Certosa di san Martino a Napoli torna a splendere.
Riportato alla luce grazie ai restauratori docenti Cristina Caldi e Sara Scioscia e agli studenti del secondo anno del corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia.
Un intervento che ha ridato tutto il valore del monumentale oggetto della Certosa napoletana e che oggi è stato presentato alla Fondazione Carivit.
Al centro della sala assemblee domina il leggio. Vero protagonista. In tutta la sua maestosità.
“È stata messa in luce – spiega Gian Giotto Borrelli – la vera natura di quest’oggetto. Gli intagli napoletani sono molteplici e dalla metà del 1600 sono di altissimo livello.
Una scuola dell’intaglio del legno che oggi purtroppo è quasi scomparsa. Con l’intaglio dorato, si è tentato di emulare le realizzazioni in metallo”.
La figura di sostegno dell’angelo, i simboli degli evangelisti ora sono diversamente leggibili, come spiegato, essendo riemersa la doratura con le sue iridescenze, i rapporti tra zone lucide ed opache, che esaltano la preziosità dell’intaglio tardo barocco, riconducibile alle illustri manifatture partenopee dei primi anni del Settecento.
Un lavoro prezioso e prima che ritorni in quella che è la sua casa, la certosa, è possibile prenotare una visita guidata, direttamente contattando il giorno precedente, la Fondazione Carivit allo 076134422.
C’è tempo dal 10 al 17 luglio.
“Tornerà a settembre – spiega Maria Ida Catalano – e sarà posizionato in un punto consono. Suggeriremo insieme una nuova collocazione adeguata.
A presentare la nuova vita del leggio anche Cristina Caldi: “Il recupero è stato effettuato in due momenti, una prima parte a Napoli, dove si trovava all’interno della sagrestia, molto scuro.
Quasi non si notava. Poi un’altra parte del restauro, in laboratorio. Otto gli studenti impegnati”. In laboratorio, l’opera è arrivata sistemata soltanto per metà.
Gli interventi sono stati diversi, non solo per ridargli luce, ma anche una sistemazione statica, dal momento che oscillava e bonificato dalle tarme.
Presente anche il padrone di casa della fondazione Mario Brutti.
Una presentazione bella e anche dolce. Al termine, un rinfresco offerto dalla pasticceria Delizie del Borbone di Viterbo.








