Viterbo – L’ha presa a pugni in faccia. L’ha presa per il collo e riempita di botte. L’ha minacciata con un coltello alla gola e le ha frantumato una bottiglia in testa.
Sarebbe stata vittima del suo uomo da almeno due anni, la venticinquenne aggredita nei pressi di piazza Unità d’Italia. In pieno centro storico, a Viterbo. E’ quanto avrebbero ricostruito i poliziotti della squadra volante che hanno iniziato a indagare sul passato della coppia dopo aver arrestato il convivente della donna: un ventinovenne di nazionalità bosniaca.
Il giudice Giacomo Autizi, nel corso del giudizio direttissimo, l’ha dipinto come “una persona incline alla violenza e incapace a controllare i propri istinti”. E nel confermare i domiciliari disposti dalla pm Chiara Capezzuto, ha riepilogato i due anni di maltrattamenti, minacce e offese subiti dalla venticinquenne, che “con precisione – ha spiegato il giudice – ha tratteggiato le aggressioni messe in atto dall’uomo. Una costante nella loro convivenza”.
E’ l’agosto del 2015 quando la donna viene presa per il collo e riempita di botte. E’ una sera del novembre del 2016 quando viene scaraventata a terra e minacciata con un coltello alla gola. Lui era ubriaco, e le avrebbe anche frantumato una bottiglia di vetro in testa. E avrebbe bevuto anche il 5 luglio scorso, quando l’ha riempita di offese davanti al figlio di tre anni.
Tutto per gelosia. E al culmine dell’ennesima scenata di gelosia ci sarebbe stata anche l’aggressione di giovedì. In pieno centro storico, nei pressi di piazza Unità d’Italia. Quel pomeriggio, sarebbero stati dei passanti a notare il ventinovenne prendere la donna a pugni in faccia sotto gli occhi del figlio di soli tre anni. Avrebbero provato a fermarlo e ad allontanarlo dalla venticinquenne, ma lui si sarebbe divincolato riuscendola a raggiungere. Con una spinta l’avrebbe scaraventata a terra, provando poi a colpirla con ulteriori pugni. Fortunatamente andati a vuoto.
L’intervento delle volanti della polizia, allertate dai passanti, è immediato. Gli stessi agenti avrebbero assistito a quest’ultima scena, non potendo far altro che arrestare l’uomo. Lei, ferita, è stata invece trasportata al pronto soccorso: ne avrà per alcuni giorni. E con il convivente ai domiciliai nell’appartamento in cui vivevano, è stata costretta a lasciare la casa.
In quella casa, i poliziotti sono intervenuti anche la mattina successiva. Sarebbe stato lo stesso ventinovenne a chiamarli, dopo essersi tagliato le vene. “L’ho fatto per amore”, avrebbe detto agli agenti che, precipitatisi sul posto insieme al 118, hanno evitato il peggio. Poche ore prima dell’estremo gesto, le volanti avevano sorpreso l’uomo davanti alla scuola del figlio. E’ stato denunciato per evasione, e poi per porto abusivo d’armi: la mattina della direttissima, sarebbe salito sull’auto della polizia con un coltello a serramanico in tasca.
Arrestato e denunciato due volte, in soli tre giorni.
