Viterbo – Confermati i domiciliari.
Resta recluso in casa il 29enne bosniaco arrestato dai poliziotti della squadra volante di Viterbo per aver aggredito la compagna sotto gli occhi del figlioletto di tre anni, nei pressi di piazza Unità d’Italia.
L’uomo era stato fermato nel primo pomeriggio di giovedì dagli agenti che, il giorno dopo, sono dovuti intervenire nell’appartamento in cui è ai domiciliari per soccorrerlo. Proprio lui, infatti, li avrebbe chiamati, dopo essersi tagliato le vene.
Gli agenti si sono precipitati sul posto, evitando così il peggio. Hanno allertato i sanitari del 118, che hanno trasportato il 29enne al pronto soccorso per le medicazioni.
Sempre ieri, prima di questo episodio, l’uomo, dopo aver evaso i domiciliari, è stato rintracciato dalle volanti nei pressi della scuola del figlio. E’ stato così denunciato per evasione.
Questa mattina, al rito direttissimo, il giudice Giacomo Autizi ha confermato i domiciliari. A novembre il processo, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Sempre oggi il 29enne è stato denunciato per porto abusivo d’armi perché, all’uscita dalla casa in cui è recluso, e, prima di salire sulla macchina della polizia, è stato trovato con un coltello a serramanico.
“Io la amo. Ho fatto tutto questo per amore”, avrebbe detto l’uomo ai poliziotti che, su disposizione della pm Chiara Capezzuto, stanno indagando sul passato della coppia per vedere se ci fossero già stati episodi simili a quello di giovedì. Futile, secondo gli inquirenti, il movente dell’aggressione, culmine dell’ennesima scenata di gelosia del 29enne.
Sarebbero stati dei passanti a notare l’uomo prendere a pugni la donna di 25 anni sotto gli occhi del figlioletto di tre. Avrebbero provato a fermarlo e ad allontanarlo dalla 25enne, ma lui si sarebbe divincolato riuscendola a raggiungere.
Con una spinta l’avrebbe scaraventata a terra, provando poi a colpirla con altri pugni andati a vuoto. Gli stessi agenti avrebbero assistito a quest’ultima scena, non potendo far altro che arrestare l’uomo. La donna, ferita, è stata invece trasportata al pronto soccorso. La stessa è stata anche costretta a lasciare la casa con il convivente ai domiciliari nell’appartamento in cui vivevano.
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