Viterbo – “Vergognatevi”. L’ira di Daniela Bizzarri (Pd) si abbatte sui colleghi d’opposizione.
Quelli che escono dal consiglio comunale per non votare punti all’ordine del giorno, ma che a tutti gli effetti restano in sala. Attraversano solo il confine dei banchi, delimitato dalla corda.
Sarà che siamo a fine legislatura, sarà che fuori piove e fa freddo, ma a Bizzarri saltano i nervi. Mentre sostituisce il presidente Marco Ciorba, essendo sua vice, sbrocca. “È vergognoso – tuona Bizzarri – uscire ma in realtà rimanere a chiacchierare e ridere, vi dovreste vergognare”.
Consiglieri d’opposizione presi alla sprovvista. “Inaccettabile – continua Bizzarri – che la segretaria generale debba considerarvi assenti mentre siete qui davanti a ridere e chiacchierare”.
L’opposizione accusa il colpo, ma poi si riorganizza e predispone la controffensiva. Ci prova Elpidio Micci a protestare. Purtroppo è ancora fuori dal consiglio. Quindi Marco Ciorba, che nel frattempo è tornato al suo posto, gli toglie la parola. Non può intervenire.
Mentre Bizzari, anche lei tornata al suo posto, di semplice consigliera, ribadisce il concetto poc’anzi esposto: “Vergogna, vi dovreste vergognare”.
Molto chiaro. Ciorba la richiama e l’esponente Democratica segue l’esempio tanto criticato ai colleghi d’opposizione ed esce.
A sbollire, probabilmente. Convinta comunque del fatto suo: “Il comma 3 dell’articolo 47 sull’ordinamento delle sedute parla chiaro – dice Bizzarri – i consiglieri che escono dalla sala prima della votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza. Che escono dalla sala e non che si fermano oltre i banchi a parlare”.
Luigi Maria Buzzi (FdI) non ha gradito. “Fanno la predica a noi – osserva Buzzi – quando in commissione un consigliere è presente ma si fa sostituire”. Riferimento non casuale a quanto avvenuto l’altro giorno.
Presenti, assenti, assenza d’interesse.
Gianluca De Dominicis (M5s) non gradisce: “Invito il presidente Ciorba a stigmatizzare il comportamento della sua vice. Siamo usciti aderendo a una possibilità concessa ai consiglieri. Non serve inveire, è un nostro diritto e non credo che Bizzarri possa usare un simile tono dai banchi della presidenza”.
Magari non potrebbe, ma per fortuna l’ha fatto. Un po’ di sale in una seduta piuttosto sciapa.
Giuseppe Ferlicca


