Viterbo – Giuseppe Fioroni contro il vescovo. Non solo Repubblica. La notizia è su tutti i quotidiani nazionali. Dal Corriere della Sera, alla Stampa. Dal Giornale, al Messaggero. Dal Tempo, al Fatto Quotidiano.
La durissima reprimenda del deputato Pd contro Lino Fumagalli, che ha vietato le benedizioni pubbliche nelle sedi dei partiti, è finita su tutta la stampa nazionale. Corriere della Sera, Stampa, Giornale, Messaggero, Tempo, Fatto Quotidiano hanno rilanciato, come aveva già fatto Repubblica, la notizia pubblicata sabato da Tusciaweb sull’inaugurazione, con polemica, del nuovo circolo del Partito democratico a Viterbo.
Il Corriere della Sera, raccontato l’accaduto, scrive: “Il parlamentare , dopo aver criticato l’alto prelato, non si è scoraggiato e ha recitato una preghiera per la sede insieme ai presenti, sperando ‘che il vescovo ci ripensi'”. Per il Tempo, che ieri ha pubblicato la notizia in prima pagina, è stato il “vescovo” ad andare “contro Fioroni”. Nell’articolo, Daniele di Mario scrive: “Nella ‘bianca’ Viterbo succede anche questo. Che i sacerdoti non possono, per espressa disposizione vescovile, benedire le sezioni dei partiti. E a farne le spese non è stato un comunista tutto d’un pezzo come Ugo Sposetti, ma un democristiano di lungo corso, di stretta osservanza andreottiana e allievo dei gesuiti come Peppe Fioroni”.
“Chiesto al parroco di celebrare la benedizione di rito dedicata ai luoghi di lavoro – continua il Tempo -, il prete ha risposto picche. Manco si trattasse del funerale di un boss mafioso. E ciò nonostante papa Francesco abbia recentemente esortato i cattolici a impegnarsi in politica, non certo a praticarla nelle catacombe. Fioroni così la benedizione se l’è celebrata da solo. Gli altri politici viterbesi invece hanno già acquistato il messale”.
La notizia è finita in prima pagina anche sull’edizione online del Fatto Quotidiano. Nella titolazione, si legge: “L’ex ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni, esponente cattolico del Partito democratico attacca il vescovo di Viterbo reo di non aver autorizzato la funzione nelle sedi di partito (tutti) e nelle occasioni pubbliche. ‘Mai successo nelle diocesi della Repubblica’ e conclude l’anatema con toni minacciosi. La curia replica: ‘Parole provocatorie e irrispettose'”.
L’articolo di Thomas Mackinson sul Fatto inizia con una descrizione di Viterbo: “Città natale e terra d’elezione (dal lontano ’96) del deputato ed ex ministro Giuseppe Fioroni”. Riepilogata la vicenda della mancata benedizione, prosegue: “Nessuno ha protestato prima, ma a Fioroni – ultracattolico, ex sindaco di Viterbo, ex ministro e già membro della camera da 21 anni – proprio non va giù. Tanto che si lancia in una durissima reprimenda contro il vescovo, scomodando crocefissi a scuola e papa Francesco e alla fine provvede di persona, non senza un minaccioso ‘facciamo noi, ma non finisce qui’. E infatti non finisce: perché la Curia replica in serata alla ‘strumentalizzazione’ che muove da parole ‘provocatorie e irrispettose'”.
“Il tutto – continua il Fatto – è testimoniato da un video su youtube postato da tusciaweb.eu. Il non expedit fa infuriare Fioroni che parla del gran rifiuto per quasi sei minuti”. Poi , l’epilogo. “La Curia non porge l’altra guancia e in serata dirama una nota altrettanto dura che è anche una lezione in pillole di laicità per i politici”, conclude Mackinson.
La notizia ha spopolato anche sui social, e sono stati centinaia i commenti sulla pagina Facebook di Tusciaweb. Qualche internauta, come Dino, sostiene che “per il Pd ci vuole un miracolo, non la benedizione”. Altri, come Luciano, si spingono oltre: “L’esorcista doveva chiamare…”.




