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Viterbo - Durissima reprimenda dell'ex ministro, già democristiano, contro Lino Fumagalli: “Ha una testa che guarda all'indietro”

Il vescovo non benedice il circolo del Pd, Fioroni: “Non finisce qui…”

di Samuele Sansonetti
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Giuseppe Fioroni durante l'inaugurazione del circolo del Pd

Giuseppe Fioroni durante l’inaugurazione del circolo del Pd

Giuseppe Fioroni durante l'inaugurazione del circolo del Pd

Giuseppe Fioroni durante l’inaugurazione del circolo del Pd

Viterbo - Giuseppe Fioroni

Viterbo – Giuseppe Fioroni durante l’inaugurazione del circolo del Pd

Trasporto macchina di Santa Rosa - Il vescovo Lino Fumagalli

Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo - L'inaugurazione del circolo unico del Pd

Viterbo – L’inaugurazione del circolo del Pd

Viterbo - Andrea Egidi

Viterbo – Andrea Egidi

Viterbo - Luisa Ciambella

Viterbo – Luisa Ciambella

Viterbo - Leonardo Michelini

Viterbo – Leonardo Michelini

Viterbo – Il vescovo non c’è e neppure un sacerdote. E la “benedizione” la improvvisa Fioroni.

Una benedizione che non era stata chiesta al vescovo direttamente ma a un sacerdote. Ma non possibile proprio per le disposizioni del vescovo.

Video: L’attacco di Fioroni al vescovo

Inaugurazione con polemica, quindi, per il nuovo circolo unico del Partito democratico, che ha aperto i battenti in via Luigi Galvani.

All’ombra del tribunale e davanti agli occhi dei vari esponenti del Pd è Giuseppe Fioroni, ex ministro e a suo tempo democristiano, il primo a parlare. Partendo all’attacco di Lino Fumagalli.

“E’ una cosa che non ha precedenti nella storia delle diocesi di questo nostro paese e di questa nostra repubblica – ammonisce l’ex ministro -. Il vescovo ha stabilito che le sedi di partito, che sono costituzionalmente garantite e servono al confronto e al dialogo dei cittadini oltre che alla vita democratica, non possono essere oggetto di benedizione pubblica. Ma riconduce le benedizioni delle sedi di partito a una vicenda di natura privata e intimistica.

La scelta dei cattolici democratici, che stanno in buona parte nel Pd ma anche in altre formazioni, e poi la nostra costituzione, superato il non expedit dei cattolici, prevedono che la dimensione della religione sia una dimensione pubblica. Siccome non abbiamo possibilità di essere benedetti, se non nelle catacombe e nel segreto e nel buio, noi ce la facciamo da soli. Non la benedizione ma leggiamo dei testi per chi lavorerà qui. E voi capite che questa cosa non finirà qui…”.

Nemmeno la lettura di una preghiera però frena Fioroni, che subito dopo continua l’offensiva.

“Credo che, come il crocifisso a scuola  – prosegue l’ex esponente della Dc – ci sono dei valori che riguardano tutti. Noi questa mattina ritenevamo importante la benedizione della nostra sede. Perché quei valori, che la benedizione incarna, sono condivisi da tutti coloro che vedono la politica come un tentativo di costruire il bene comune, senza favorire questo o quello. Il fatto che la benedizione di una sede di partito, la cui attività è garantita dalla costituzione, debba avvenire nel segreto e non in pubblico non ha precedenti in nessuna diocesi della nostra nazione.

Non siamo nel non expedit, dove i cattolici debbono essere in sagrestia perché la politica è brutta e cattiva. L’insegnamento di papa Francesco è completamente diverso. Ed è quello di favorire tutti nell’essere responsabili. Perché se uno ha un problema, uscirne da solo è l’egoismo uscirne tutti insieme è la politica. Come diceva don Milani. Quello di oggi è un fatto che mi ha fatto particolarmente dispiacere.

Qui non è in questione la benedizione della sede del Pd ma di qualunque soggetto politico ritenga che quei valori siano indispensabili per costruire il bene comune. Ritengo questo comportamento l’espressione di una testa che guarda all’indietro.

Non esiste la strumentalizzazione di una sede di partito. Si benedice una sede, perché chi ci lavora persegua il bene comune. Credo e mi auguro che il vescovo voglia ripensare a questo atteggiamento. Rinchiudere i cattolici in sagrestia e ritenere che il loro impegno sia giusto in alcuni casi e non giusto in altri, questo sì può essere strumentalizzato. Per questo abbiamo ritenuto opportuno recitare una preghiera da soli. Poi per carità: il vescovo è autonomo e libero. Ma spetta a ciascuno di noi esprimere ciò che pensa. Perché l’infallibilità c’è solo del papa. Non c’è del vescovo”.

Archiviata (si fa per dire) la polemica, spazio all’inaugurazione vera e propria. Sotto gli occhi, tra gli altri, del segretario del circolo Aldo Bellocchio, del segretario provinciale Andrea Egidi, della vicesindaca Luisa Ciambella, del deputato viterbese Alessandro Mazzoli e del presidente della sesta commissione del Lazio Enrico Panunzi.

“Amo stare nei partiti o nelle associazioni che aprono le porte alla società – spiega il sindaco Leonardo Michelini -. Il partito deve avere un senso di vicinanza con le persone e deve dialogare con tutti. Questa sede servirà a questo. Nel nostro mandato abbiamo trovato i cassetti vuoti, abbiamo lavorato e i risultati si vedono. Basta pensare al teatro Unione, al museo o al problema dell’arsenico”.

Samuele Sansonetti


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25 novembre, 2017

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