Viterbo – “Non è vero che non abbiamo fatto niente. Gli uffici dei lavori pubblici si sono ammazzati di lavoro. Giorno e notte. E in 36-48 ore la situazione è tornata quasi alla normalità”. Pronta la risposta dell’assessore comunale ai lavori pubblici Alvaro Ricci a chi nei giorni scorsi si è “incazzato” dicendo che il centro storico di Viterbo subito dopo la nevicata di lunedì notte era stato abbandonato lasciando che commercianti e residenti facessero tutto da soli. Pala e secchiello in mano a spicconare il ghiaccio davanti a saracinesce e portoni.
“Molti dipendenti e funzionari degli uffici – prosegue Ricci – non hanno nemmeno dormito. In un comune come Viterbo che ha 400 chilometri di strade”.
La logica che l’amministrazione comunale ha seguito per liberare le strade dalla neve è stata semplice e lineare. “Abbiamo seguito il Piano neve che avevamo già pronto da tempo”. E c’è pure una lettera inviata al Prefetto di Viterbo Giovanni Bruno il 26 febbraio dall’architetto Massimo Gai, dirigente comunale dei lavori pubblici. Lunedì stesso. Con i primissimi interventi realizzati immediatamente dopo la neve caduta in nottata su tutto il centro Italia.
“Si è provveduto ad assicurare la viabilità delle strade comunali – sta scritto nel documento redatto da Gai – fino al raccordo con le provinciali, regionali e statali privilegiando, per quanto riguarda il capoluogo (Viterbo ndr) le direttrici stabilite con deliberazione n. 373/2017 (Piano interventi in occasione di nevicate) garantendo la priorità del piano neve”.
Quindi, come riporta la lettera del comune al prefetto, i “tracciati privilegiati” dai primi interventi sono stati: accesso ospedale di Belcolle (via delle Pietrare, via Fleming), Cassia nord, via della Palazzina, piazzale Gramsci, via Capocci, viale Diaz, viale Trieste, la Quercia e viale Fiume fino a Bagnaia, tangenziale ovest, rotonda Porta Faul, strada Bagni, Tuscanese, strada Cassia sud, via Vico Squarano, via San Paolo, via Garbini, via Aldo Moro, viale Francesco Baracca e Teverina.
Tre le ditte incaricate dei lavori, tutte “reperibili lungo i tracciati” elencati, mentre i lavori sono proseguiti anche “in orario notturno con l’impiego di 4 mezzi di cui 2 combinate (spalaneve e spargisale) e 2 escavatori/terne al fine – conclude la lettera Massimo Gai – di garantire il transito veicolare sulle arterie riportate nell’elenco sopra menzionato ai veicoli muniti di catene o pneumatici da neve”.
“Abbiamo seguito il piano previsto a regola d’arte – spiega di nuovo l’assessore Ricci – e questo anche per evitare che Viterbo fosse isolato dal mondo e chiunque potesse raggiungere l’ospedale in caso di necessità. Poi, immeditamente dopo siamo passati al centro storico. Il più rapidamente possibile, iniziando a tirare via la neve 24 ore dopo, coordinando anche i militari intervenuti grazie alla richiesta del Prefetto. E comunque sia, lunedì stesso, abbiamo liberato alcune strade in centro permettendo agli autobus di circolare come è successo”.
Infine, anche per quanto riguarda mezzi e sale “non è andata come si racconta”, precisa Ricci. Infatti “i mezzi impiegati dal Comune sono stati in tutto una trentina con 60 operatori sul campo, più i militari intervenuti successivamente. Inoltre, già a settembre dell’anno scorso, in previsione di possibili nevicate invernali, abbiamo ordinato e messo in deposito ben 2 mila quintali di sale. Mille di questi li abbiamo sparsi per la città in questi giorni.
Ad esempio a Ponte dell’Elce siamo passati tre volte e in via Garbini abbiamo iniziato a raccogliere la neve ammassata a bordo strada. Poi prima che il sale faccia effetto e sciolga il ghiaccio ci vuole un po’ di tempo e di pazienza. Ma questi non dipendono dal Comune”.
Daniele Camilli
– I commercianti del centro storico: “Siamo tutti incazzati…”

