Tarquinia – Giallo di Gradoli, Ala Ceoban è stata trovata. Era a Tarquinia la 33enne moldava che ha occultato i cadaveri della sorella Tatiana e della nipote Elena di 13 anni, uccise dal suo amante. Paolo Esposito, compagno della sorella.
Nell’aprile del 2015 Ceoban era uscita dal carcere, dopo sette anni trascorsi dietro le sbarre del penitenziario femminile di Civitavecchia.
I poliziotti hanno rintracciato la 33enne questa mattina nel centro della cittadina marittima, grazie al rilevamento di un money transfer utilizzato dalla donna.
Nell’attesa che venga espulsa dall’Italia, perché il consiglio di stato ha detto “no” al rinnovo del permesso di soggiorno, avendo ritenuto il crimine da lei compiuto e per il quale è stata condannata “grave ed efferato”, è stata affidata al centro di permanenza di Ponte Galeria (Roma). Ala Ceoban era ricercata.
Il Giallo di Gradoli
Dopo la scomparsa della sorella Tatiana Ceoban e della nipote 13enne Elena, il 30 maggio 2009, Ala è stata arrestata per duplice femminicidio e occultamento di cadavere insieme al cognato Paolo Esposito, suo amante e compagno di Tatiana.
Dalla magistratura, mai una pronuncia a favore. I giudici riterranno gli “amanti diabolici” colpevoli in tutti e tre i gradi di giudizio. Per tribunale viterbese, corte d’appello e cassazione, Esposito è da ergastolo. Ala, invece, passa dal carcere a vita, comminatole dal tribunale di Viterbo, agli otto anni per favoreggiamento in secondo grado, confermati dalla suprema corte.
In sostanza, per i giudici, la ragazza, all’epoca 24enne, non ha ucciso in prima persona la sorella e la nipotina: l’esecutore materiale del delitto è stato Esposito, che poteva contare sull’aiuto di Ala per far sparire corpi e tracce.
Duplice femminicidio e doppio movente: da un lato, permettere a Esposito di tenere con sé la figlia piccola, avuta nel 2003 dalla relazione con Tatiana, che aveva interessato il tribunale dei minori dopo aver trovato materiale pedopornografico nel pc del compagno; dall’altro, portare avanti senza impedimenti la storia con Ala. Uccidere solo Tatiana non sarebbe bastato: bisognava eliminare anche Elena, troppo legata alla madre per non fare domande o sospettare.
Un movente risultato chiaro agli occhi dei giudici solo dopo la lettura degli 11mila sms scambiati in tre mesi tra i due amanti nel 2007. Due anni prima del delitto e nel periodo in cui la crisi tra Paolo e Tatiana raggiunge il suo acme. La relazione tra Ala e Paolo è già cominciata e logora i rapporti tra le due sorelle. Era stata Tatiana a ospitare Ala in casa sua nel 2003, quando, appena 18enne, la ragazza arriva in Italia. Conosce Esposito, se ne innamora e perde tutti i suoi affetti.
A nove anni dalla scomparsa di Tatiana ed Elena, scomparsa che per i giudici è a tutti gli effetti un duplice femminicidio, i corpi non sono mai stati trovati.
Paolo e Ala hanno negato per tutto il processo di aver ucciso madre e figlia. Ma per chi ha indagato sul giallo di Gradoli, conoscono la verità. Proprio Ala sembrava pronta a raccontarla, nel tragitto verso il carcere di Civitavecchia: a un carabiniere disse che al suo arrivo alla villetta di via Cannicelle “Elena non c’era e Tatiana era già morta”.
Raffaele Strocchia
