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Viterbo – (sil.co.) – Il dolore dei familiari della vittima dietro il delitto del Riello. E adesso la richiesta di Sabato Battaglia degli arresti domiciliari a due anni e mezzo di distanza dal suo arresto per l’omicidio di Federico Venzi.
“Non auguro a nessuno di incontrare per strada l’omicida del figlio”, commenta l’avvocato Samuele De Santis, uno dei legali dei familiari di Venzi, spiegando che è un effetto della riforma Orlando.
Delitto commesso alla rotatoria del Riello all’alba del 27 settembre 2015, per cui il 24enne sta scontando una condanna, patteggiata in appello, a 9 anni e 10 mesi, per omicidio volontario.
Dopo avere trascorso due anni in carcere, da sette mesi Battaglia è agli arresti domiciliari presso una comunità toscana. Ma adesso il giovane, tramite il difensore Antonella Durano, ha chiesto un’ulteriore alleggerimento della misura, ovvero di poter proseguire i domiciliari a Viterbo, a casa della madre.
– Omicidio del Riello, Battaglia chiede i domiciliari a casa della madre
Al processo di primo grado, celebrato col rito abbreviato davanti al gup Savina Poli, si costituirono parte civile, con gli avvocati Samuele De Santis e Luca Tedeschi, la madre e i fratelli della vittima, un 44enne originario di Roma, ma residente a Caprarola. Il giudice riconobbe 50mila euro di provvisionale alla madre più un risarcimento da stabilire in sede civile ai fratelli.
Avvocato De Santis, come è stata accolta dalla parte civile la notifica della richiesta di tornare a Viterbo da parte di Battaglia?
“Beh di certo vanno divise le reazioni di stomaco da quelle tecniche – risponde il legale – dal primo punto di vista socialmente e umanamente è veramente troppo presto per vedersi di nuovo Battaglia in giro per la città di Viterbo, ricordo un giudicato definitivamente per omicidio volontario; tecnicamente va detto che questi sono i primi risultati della riforma Orlando in tema di nuovo inserimento del concordato in appello”.
Quali sono le conseguenze di questa riforma in tema di reati di questa indole?
“Secondo il mio modesto parere si è andati a punire con un irrigidimento delle pene e un intervento sulla prescrizione reati di certo socialmente odiosi come la violenza sessuale, i maltrattamenti e i reati contro la pubblica amministrazione da un lato, che appaiono più incisivi dal punto di vista elettorale e poi si è gettata la spugna con la possibilità di patteggiare reati di omicidio volontario in appello”.
E questo cosa comporta in concreto?
“Beh appare evidente che per quanto la parte civile Venzi nel processo Battaglia abbia comuqnue portato a casa una condanna per omicidio e una cospicua provvisionale, di fatto a poco tempo da un fatto così grave al tessuto sociale ci ritroviamo a fare i conti con un soggetto pluricondannato per violenza a breve per le nostre strade”.
Cosa pensa la famiglia del Venzi?
“Io non auguro a nessuno di incontrare per strada l’omicida di tuo figlio a non più di tre anni dal fatto, detto questo vanno fatte profonde valutazioni non tanto sulla riforma Orlando che io giudico sicuramente positiva nel suo complesso, ma sui meccanismi distorti della sua applicazione”.

